Lazio fuori ai rigori: il Bodo Glimt vola in semifinale di Europa League
-
Alberto Trentini e Mario Burlò sono in Italia dopo la liberazione VIDEO
-
Overnight explosions in Caracas hit military area, widespread power outages reported VIDEO
-
Attacco Usa in Nigeria contro l’Isis, Trump: “Risposta al massacro di cristiani” VIDEO
-
Frana a Cormons: disperso un giovane e un’anziana sotto le macerie VIDEO
Non basta il 3-1 nei supplementari ai biancocelesti: decisivi gli errori dal dischetto di Tchaouna, Noslin e Castellanos. Il Bodo Glimt si qualifica tra le migliori quattro
La Lazio saluta l’Europa League ai quarti di finale, sconfitta dal Bodo Glimt ai calci di rigore dopo una partita ricca di emozioni allo stadio Olimpico. I biancocelesti vincono 3-1 dopo i supplementari, rimontando il 2-0 subito all’andata in Norvegia, ma si arrendono dal dischetto, fallendo tre penalty su cinque.
Il match si era messo sui binari giusti per la squadra di Marco Baroni, che nei 90 minuti regolamentari aveva ristabilito la parità grazie alle reti di Castellanos al 28′ e Noslin al 69′. Nei supplementari, Dia firma il gol del 3-0 al 104′, che sembrava indirizzare la qualificazione. Ma il Bodo Glimt reagisce e trova la rete del 3-1 con Helmersen al 114′, portando così la sfida ai rigori.
Dal dischetto, la Lazio crolla: fatali gli errori di Tchaouna, Noslin e Castellanos. Il Bodo Glimt, invece, è implacabile e conquista una storica semifinale.
Per la Lazio resta l’amarezza di un’eliminazione arrivata dopo una prestazione generosa e una rimonta sfiorata. I norvegesi, invece, confermano la loro crescita europea e si preparano ad affrontare la semifinale con grande entusiasmo.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
-
Il gusto13 ore agoWorld Pizza Day, le pizze bandiera dei maestri pizzaioli in tutta Italia
-
Sport13 ore agoMorto il presidente della Fiorentina Commisso
-
Meteo14 ore agoMaltempo in italia: neve al Nord e Scirocco al Sud, situazione critica fino a metà settimana
-
In Evidenza13 ore agoPropaganda russa sulla guerra in Ucraina: i numeri smentiscono la narrativa del Cremlino


