Detenzione di Cecilia Sala in Iran: nessuna notizia su quali siano le accuse
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La giornalista italiana Cecilia Sala in isolamento nel carcere di Evin. Farnesina al lavoro per risolvere il caso
Da nove giorni, la giornalista italiana Cecilia Sala è in isolamento nel carcere di Evin, in Iran, dopo essere stata fermata il 19 dicembre scorso. Le autorità italiane, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, la Farnesina, l’ambasciata e il consolato a Teheran, stanno seguendo il caso con la massima attenzione, mantenendo però la riservatezza sulla vicenda, come accadde per la travel blogger Alessia Piperno.
Le condizioni di detenzione e le dichiarazioni ufficiali
Secondo il ministro Tajani, Sala è “in buona salute”, “detenuta in una situazione tranquilla, è sola in una cella” e ha già avuto la possibilità di parlare due volte con i familiari. Ieri ha ricevuto la visita consolare dell’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei, che è rimasta con lei per più di mezz’ora. Al momento, non si conoscono i capi di imputazione della giornalista.
Il profilo di Cecilia Sala
Cecilia Sala è una delle figure più note del giornalismo italiano. Nata a Roma nel 1995, è molto attiva sui social e si occupa di politica estera, documentando eventi in varie zone di conflitto. Ha raccontato la guerra in Ucraina e il ritorno al potere dei Talebani in Afghanistan nel 2021. Sala ha iniziato la sua carriera giornalistica mentre studiava economia all’Università Bocconi di Milano, interrompendo gli studi per dedicarsi alla sua passione per il giornalismo.
L’attività giornalistica e i progetti digitali
Sala ha lavorato per Vice, Vanity Fair, L’Espresso e Il Foglio, diventando anche un volto televisivo su La7. È molto attiva sui social network e nel 2020 ha lanciato il podcast ‘Polvere’, un’inchiesta sull’omicidio di Marta Russo, trasformato in un libro nel 2021. Nel 2022 ha iniziato il podcast ‘Stories’, prodotto da Chora Media, in cui racconta storie dal mondo.
Le circostanze dell’arresto e le dichiarazioni di Mario Calabresi
Sala è detenuta in isolamento nel carcere di Evin, noto per ospitare dissidenti. Il direttore di Chora Media, Mario Calabresi, ha dichiarato che il motivo dell’arresto non è ancora stato formalizzato. Sala si trovava in Iran per raccontare il movimento delle giovani iraniane che vogliono cambiare il Paese. Dopo aver ottenuto un visto di otto giorni, è partita per l’Iran il 12 dicembre, ma è scomparsa il 19 dicembre, preoccupando i suoi colleghi e familiari.
La storia del carcere di Evin
Il carcere di Evin, aperto nel 1972, è noto per le detenzioni arbitrarie, le torture e gli abusi. Durante la rivoluzione islamica, vi furono rinchiusi filo-monarchici e dissidenti. Nel 1988, migliaia di detenuti furono giustiziati dopo processi sommari. Negli anni, Evin ha ospitato noti dissidenti e cittadini con doppia nazionalità, tra cui il regista Jafar Panahi e l’attivista Narges Mohammadi.
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(con fonte AdnKronos)
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