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Gli Stati Uniti ritardano le spedizioni di armamenti a Israele, evidenziando preoccupazioni riguardo all’uso delle armi in aree densamente popolate come Gaza. Le tensioni aumentano tra gli alleati

In una mossa senza precedenti, gli Stati Uniti hanno deciso di ritardare la spedizione di armamenti a Israele, sollevando gravi interrogativi sul possibile impiego di queste armi in un’operazione militare annunciata a Rafah. La decisione, riportata dal Times of Israel citando una fonte ufficiale dell’amministrazione Biden, ha sottolineato le crescenti preoccupazioni riguardo all’effettivo utilizzo delle armi e il loro impatto devastante in aree fortemente popolate come Gaza.

Un funzionario degli Stati Uniti ha espresso apertamente la preoccupazione circa il destino finale delle bombe, sottolineando l’urgenza di evitare danni collaterali alla popolazione civile, una situazione già disastrosa nell’enclave palestinese. Tuttavia, non è stata ancora presa una decisione definitiva sulla spedizione.

Le tensioni tra Washington e Israele sono salite alle stelle, con gli Stati Uniti che si sono nettamente opposti a un’offensiva su larga scala pianificata dalle forze israeliane a Rafah. La Casa Bianca ha ribadito la necessità di un piano concreto per proteggere i civili e mitigare ulteriori sofferenze umanitarie.

Incontri diplomatici tra alti funzionari americani e israeliani hanno evidenziato le divergenze di opinione. Mentre gli Stati Uniti hanno presentato alternative alla potenziale operazione a Rafah, sembra che le preoccupazioni americane non abbiano ancora influito sulle decisioni israeliane.

Inoltre, si è appreso che gli Stati Uniti hanno anche ritardato il trasferimento di tecnologie militari avanzate, tra cui i sistemi JDAM, che trasformano bombe convenzionali in munizioni guidate. Questo ritardo è stato deciso già prima della sospensione delle spedizioni di armamenti della scorsa settimana.

La tensione è palpabile anche sul fronte diplomatico, con gli USA impegnati a rivedere i trasferimenti di armi futuri, garantendo che i fondi precedentemente stanziati saranno utilizzati in modo appropriato. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno recentemente approvato un considerevole finanziamento di armamenti per Israele, sottolineando la complessità delle relazioni tra i due paesi.

Mentre Israele ha condotto un’operazione descritta dagli USA come “limitata” a Rafah, l’attenzione resta focalizzata sulle prospettive di una possibile escalation. Nel frattempo, in Israele, gli attivisti hanno bloccato le strade principali per chiedere il rilascio dei loro connazionali tenuti prigionieri a Gaza, mentre il capo della CIA si prepara a visitare la regione, segnando un ulteriore aumento della tensione.

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(con fonte AdnKronos)

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