Riforma Fiscale in Italia: cambiamenti importanti in cinque modi
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Introduzione alla Riforma Fiscale in Italia
L’Italia ha recentemente varato una serie di interventi significativi nel suo sistema fiscale, compresi nuovi approcci all’Irpef, incentivi per le imprese, misure di fiscalità internazionale, modifiche allo Statuto dei Diritti del Contribuente e cambiamenti nell’accertamento tributario. Questi interventi, approvati tra metà ottobre e novembre, costituiscono il primo blocco della riforma fiscale del paese.
Modifiche all’Irpef
Una delle principali modifiche riguarda l’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Le nuove aliquote dell’Irpef prevedono il 23% per i redditi fino a 28.000 euro, il 35% per redditi superiori a 28.000 euro ma inferiori a 50.000 euro, e il 43% per i redditi che superano i 50.000 euro.
Super Deduzione del 120% per le Imprese
Le imprese che assumono giovani under 30, donne, disabili e giovani nel sud del paese beneficeranno di una super deduzione del 120%. Questo incentivo mira a promuovere l’occupazione e lo sviluppo economico in queste categorie e nelle regioni meridionali.
Fiscalità Internazionale
Nel contesto della fiscalità internazionale, è stata introdotta una global minimum tax del 15% per le multinazionali. Questa misura mira a garantire una tassazione minima delle aziende su scala globale.
Modifiche allo Statuto dei Diritti del Contribuente
Lo Statuto dei Diritti del Contribuente è stato revisionato per favorire il principio del contraddittorio, garantire l’accesso alla documentazione amministrativa tributaria e istituire il Garante Nazionale del Contribuente. Queste modifiche puntano a rafforzare i diritti e la partecipazione dei contribuenti nel processo fiscale.
Accertamento Tributario e Concordato Preventivo
Un nuovo decreto legislativo introduce meccanismi migliorati per l’accertamento tributario, con l’obiettivo di coinvolgere meglio i contribuenti nel processo e promuovere la cooperazione tra le amministrazioni nazionali ed estere. È stato introdotto anche il concordato preventivo biennale, che consente l’accesso a questo accordo a contribuenti di minori dimensioni, titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, residenti in Italia.
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(con fonte AdnKronos)
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