Salman Rushdie riappare in pubblico a New York dopo aggressione
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Salman Rushdie, celebre scrittore di origine indiana, ha fatto la sua prima apparizione pubblica a New York dopo l’aggressione subita durante un festival letterario lo scorso anno. Durante il gala organizzato dal Pen Club America il 18 maggio, un’organizzazione impegnata per la libertà di espressione e i diritti degli scrittori, Rushdie è stato premiato con un riconoscimento speciale. L’autore, cittadino britannico e statunitense, è stato fotografato indossando occhiali con una lente nera sull’occhio ferito durante l’attacco.
La presenza di Rushdie all’American Museum of Natural History, vicino a Central Park a Manhattan, è stata una sorpresa per i 700 ospiti del gala. Durante il suo discorso, Rushdie ha sottolineato l’importanza del Pen Club America, affermando che “l’organizzazione che lavora per la libertà di espressione non è mai stata così cruciale”. Ha inoltre dichiarato: “Il terrorismo non deve spaventarci. La violenza non deve scoraggiarci. La lotta per la libertà continua”, esprimendosi in francese, spagnolo e inglese.
Nell’agosto scorso, Rushdie è stato vittima di un attacco durante un festival letterario a Chautauqua, nello stato di New York. Durante il suo intervento, un giovane con presunte simpatie iraniane ha aggredito lo scrittore con un coltello, colpendolo ripetutamente. L’aggressore è stato immediatamente fermato e arrestato, mentre Rushdie ha dovuto affrontare gravi conseguenze fisiche.
Durante il suo discorso, Rushdie ha espresso gratitudine nei confronti delle persone che lo hanno soccorso durante l’attacco, definendole degli eroi. Ha affermato che se non fosse stato per loro, non sarebbe stato in grado di essere presente in quella serata. In passato, l’agente letterario di Rushdie ha rivelato che lo scrittore ha perso la vista da un occhio e ha avuto problemi di mobilità alla mano. Rushdie ha anche parlato apertamente di soffrire di disturbo da stress post-traumatico.
Nonostante le difficoltà affrontate, Salman Rushdie continua a dimostrare la sua determinazione nel perseguire la sua passione per la scrittura e difendere la libertà di espressione.
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(con fonte AdnKronos)
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