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E’ scaduto l’ultimatum della Russia agli ultimi difensori ucraini di Mariupol. L’esercito russo ha nuovamente invitato le forze ucraine nella città portuale ad arrendersi. Mariupol è sotto un duro attacco da parte delle forze russe che – tenendo conto della “catastrofe” nell’acciaieria Azovstal, ai combattenti ucraini intrappolati e ai “mercenari stranieri” – hanno offerto di cessare le ostilità e deporre le armi alle 6 del mattino (ora di Mosca, le 5 in Italia).

Il generale russo Mikhail Mizintsev ha affermato che “a tutti coloro che depongono le armi è garantita la vita”. I combattenti ucraini rimasti in città si sarebbero asserragliati all’interno delle acciaierie Azovstal.

Mizintsev fornisce anche i dettagli di come dovrà funzionare la resa ucraina: la parte russa isserà le bandiere rosse, gli ucraini quelle bianche “tutto intorno al perimetro dell’Azovstal” in segno di rispetto del cessate il fuoco. Poi, tutte le unità ucraine saranno autorizzate a ritirarsi dall’area “senza armi o munizioni”.

Mizintsev ha anche invitato tutte le forze ucraine a deporre le armi, avvertendole di non “sfidare il destino, ma di prendere l’unica decisione giusta: cessare le ostilità e deporre le armi ora”. Il maggiore generale ha promesso il rispetto di “tutte le norme della Convenzione di Ginevra per il trattamento dei prigionieri di guerra”.

L’intera area urbana di Mariupol è stata sgomberata dalle truppe ucraine e dagli uomini del battaglione Azov, mentre i restanti militari di Kiev sono bloccati all’interno dell’acciaieria Azovstal secondo quanto sostenuto ieri dal ministero della Difesa russo citato dall’agenzia di stampa Tass, secondo il quale 1.464 militari ucraini si sono arresi a Mariupol. Il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov ha inoltre aggiunto che le forze ucraine hanno perso quattromila uomini a Mariupol. “L’intera area urbana di Mariupol è stata completamente sgomberata. Gli altri militari ucraini sono attualmente bloccati nello stabilimento metallurgico Azovstal”, ha affermato il ministero. “La loro unica possibilità di salvare le loro vite è quella di deporre volontariamente le armi e arrendersi”, ha aggiunto.

L’eliminazione delle forze ucraine che difendono Mariupol significherebbe “la fine dei negoziati con la Russia”, ha affermato ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky secondo quanto riporta su Twitter il Kyiv Independent. “La Russia vuole che i difensori di Mariupol si arrendano ma l’Ucraina non si fida di Mosca, ricordando la battaglia di Ilovaisk nel 2014 quando i separatisti alleati di Mosca massacrarono soldati ucraini disarmati, ha rimarcato Zelensky. I difensori di Mariupol si battono uno contro sei e hanno bisogno di armi pesanti il più presto possibile”, ha aggiunto il presidente ucraino, secondo il quale quella che viva la città è ”una crisi umanitaria”. ‘

Nel frattempo sono arrivate le prime armi dell’ultimo pacchetto da 800 milioni di dollari di aiuti militari forniti dagli Stati Uniti a Kiev. A riferirlo un funzionario della Casa Bianca alla Cnn.

(AdnKronos)

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