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Governo Draghi: lunedì Cdm, si decideranno i sottosegretari? Le indiscrezioni




La data cerchiata in rosso resta quella di lunedì. E’ confermata, a quanto si apprende, la riunione del Cdm. Quella potrebbe essere l’occasione per chiudere sulla lista di sottogoverno. Ma al momento nessuno dà per scontato che si riesca a comporre il puzzle in 48 ore. Anche perché le espulsioni dei 5 Stelle e la possibile riduzione della quota pentastellata – dai 13 iniziali si parla di 11 o addirittura 10 – scatena gli ‘appetiti’ delle altre forze politiche già alle prese con equilibri interni, presenza di donne e di Sud in un governo a trazione nordista.

Nei 5 Stelle la contrazione di posti, fa aumentare la competizioni. I nomi in pole restano comunque quelli di Laura Castelli che dovrebbe tornare al Mef, mentre per la Giustizia si parla di Francesca Businarolo che però deve vedersela con l’ex-capogruppo, Gianluca Perilli, in un dicastero cruciale per i grillini che dovranno mettere in sicurezza le loro battaglie, a partire dalla riforma della prescrizione. Altra battaglia da difendere: quella del reddito di cittadinanza e per il dicastero del Lavoro, guidato dal dem Andrea Orlando, si fa il nome della deputata Maria Pallini, nel team del futuro proprio come ‘facilitatrice’ delle tematiche sul lavoro.

Per lo Sviluppo economico si fa il nome di Carla Ruocco anche se sulla deputata ‘pesa’ il fatto di essere presidente della commissione di inchiesta sulle banche lasciare quel posto aprirebbe una nuova partita in Parlamento in un Movimento già alle prese con troppe tensioni. L’ex viceministro Giancarlo Cancelleri potrebbe essere confermato ai Trasporti, ma non è escluso che lasci per il dicastero del Sud, un passaggio che suonerebbe tuttavia come una deminutio. Per il dicastero guidato da Mara Carfagna, si parla anche della deputata Gilda Sportiello.

All’Interno, dopo il passo indietro di Crimi che si è congedato dallo staff del Viminale, dovrebbe tornare a spuntarla Carlo Sibilia. Pierpaolo Sileri potrebbe restare con Roberto Speranza alla Salute, per la Scuola ‘scalpita’, stando almeno ai rumors interni, Luigi Gallo, ma potrebbe spuntarla anche l’ex sottosegretario alla Cultura nel primo governo Conte Gianluca Vacca, una vita spesa nella scuola. Alla Difesa ci potrebbe essere il ritorno di Angelo Tofalo, che aveva già rivestito il ruolo di sottosegretario nel primo governo Conte, ma spunta anche il nome del giovanissimo Luigi Iovino.

Un’altra possibile new entry è Luca Carabetta, tra i nomi indicati da Capital tra gli under 40 più impegnati per un futuro migliore: per lui potrebbe aprirsi uno spazio al ministero dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale capitanato da Vittorio Colao. La senatrice Alessandra Maiorino potrebbe approdare al dicastero per le disabilità. Infine, per affiancare Luigi Di Maio alla Farnesina nel Movimento se la giocano in due, due ex: la viceministra Emanuela Claudia Del Re o Manlio Di Stefano.

In casa Pd gli occhi restano puntati sul caso donne e molti -visto anche l’impegno del segretario Nicola Zingaretti- scommettono che saranno diverse le esponenti dem nella prossima tornata di nomine governative. A partire dalle uscenti: Marina Sereni (Esteri), Anna Ascani (Scuola), Sandra Zampa (Salute), Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento), Lorenza Bonaccorsi (Cultura), Francesca Puglisi (Lavoro) Alessia Morani (Mise). Ma nel ‘totosottosegretari’ dem ci sono anche Marianna Madia (Economia o Innovazione tecnologica), Valeria Valente (Giustizia), Susanna Cenni (Agricoltura) e Titti Di Salvo.

Comunque nel Pd c’è chi pensa vada garantita anche continuità al già lavoro fatto e in questi giorni si sono fatti i nomi di Antonio Misiani (viceministro al Mef uscente) e Andrea Martella (sottosegretario all’Editoria, per il quale si parla anche della delega allo Sport). E poi c’è la questione Viminale. Qui potrebbe restare Matteo Mauri, già viceministro all’Interno del Conte 2, come ‘argine’ al possibile ritorno della Lega. “Salvini sta spingendo moltissimo per mettere uno dei suoi”, dicono i dem e il nome sarebbe quello di Stefano Candiani.

Per Leu, come per gli altri ‘piccoli’ come Maie, +Europa, centristi, Autonomie, potrebbe esserci un sottosegretario. Dalla riduzione della quota M5S, in Italia Viva si conta di avere almeno un posto in più: due o tre nomine di sottogoverno. Tra i nomi che circolano ci sono quelli di Lucia Annibali (Giustizia) e Gennaro Migliore, Daniela Sbrollini allo Sport. Ma i renziani puntano a ministeri economici: Luigi Marattin il nome più accreditato sebbene dovrebbe lasciare la presidenza delle Finanze alla Camera, ma si parla anche di Daniela Conzatti e Mauro Marino per il Mef.

Sul fronte del centrodestra, si rifanno i conti, aggiornando la rosa dei nomi a partire da Lega e Fi, visto l’effetto domino che stanno avendo le espulsioni nei Cinque Stelle. Di fatto potrebbero esserci nuove caselle a disposizione anche del centrodestra di governo. Nella lista proposta dalla Lega Giulia Bongiorno corre per un posto a largo Arenula, al fianco di Marta Cartabia, mentre Stefano Candiani o Nicola Molteni potrebbero finire al Viminale, Luca Coletto con Roberto Speranza alla Salute. Altri nomi di leghisti si fanno per il Mae, con Di Maio ministro: tra questi Guglielmo Picchi, deputato e già sottosegretario agli Esteri con il Conte 1 e l’attuale vicepresidente della Commissione Esteri di Montecitorio, Paolo Formentini.

Probabile l’arrivo di Edoardo Rixi al Mit, come sottosegretario del ministro ‘tecnico’ Giovannini. Continuano a circolare i rumors su Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, in corsa ai Rapporti con il Parlamento, con il riconfermato ministro pentastellato Federico D’Incà. In questo caso, Gian Marco Centinaio andrebbe a fare il capogruppo a palazzo Madama.

Passando a Forza Italia, in lizza per un posto di sottogoverno ci sarebbero, tra gli altri, i senatori Francesco Battistoni, fedelissimo di Antonio Tajani (Agricoltura), Gilberto Pichetto Fratin (in pole per un ruolo ‘economico’ vista l’esperienza maturata nelle commissioni Finanze, Lavoro-Politiche sociali e Sviluppo economico di palazzo Madama) e Dario Damiani, vicecoordinatore regionale in Puglia. Come quote rosa si fanno i nomi delle senatrici Gabriella Giammanco e Alessandra Gallone. Tra i deputati papabili, il portavoce unico dei gruppi parlamentari, Giorgio Mulè, il responsabile Sanità del partito Andrea Mandelli, il responsabile Giustizia Francesco Sisto, uno dei fedelissimi di Arcore ed esperto di politica estere, Valentino Valentini, Matteo Perego di Cremnago e Andrea Ruggieri.

Tuttavia per quanto riguarda gli azzurri, c’è anche un’altra casella disponibile se Fi riuscirà a mantenerla: quella della vicepresidenza della Camera lasciata dalla Carfagna. Si voterà mercoledì e al momento girano tre nomi di donne azzurre: Prestigiacomo, Bergamini e Calabria. Ma si fa anche il nome di Simone Baldelli. Altro nome in ballo, quello del leghista Lorenzo Fontana, ma solo se si trovasse intesa su un cambio di accordi a più livelli, con Fi disponibile a lasciare il passo.

Per i centristi, al Senato nel gruppo di Fi, sarebbero in corsa Paola Binetti e Antonio Saccone. Continua poi a girare il nome per il Viminale di una outsider come Marianna Li Calzi, già sottosegretario all’Interno con Berlusconi nel ’94 prima di passare nel centrosinistra e fare il sottosegretario alla Giustizia con D’Alema e Amato.

(AdnKronos)

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