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Risse parlamentari: “botte da orbi” non sono affatto una novità, precedenti



Risse parlamentari: “botte da orbi” non sono affatto una novità, precedenti

Dagli scontri per l’autonomia al “morso comunista”: una storia di tensioni

“Così, mai. Non era mai successo prima”. Ma è davvero così? I deputati sembrano sorpresi dalla rissa sull’autonomia che ha portato Leonardo Donno (M5s) in ospedale, ma le cronache parlamentari italiane sono ricche di episodi di violenza. Dalle colluttazioni agli sputi, dai pugni ai morsi, l’aula della Camera dei Deputati è stata spesso teatro di scontri fisici e verbali.

Il recente video degli scontri durante il voto a Montecitorio è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Già nel 1953, la “madre di tutte le battaglie” parlamentari si scatenò sulla legge ‘Truffa’. “Volano anche i cassetti”, fu il titolo scelto dalla Domenica del Corriere, mentre Pietro Ingrao ricordava una tavoletta che colpì alla fronte il presidente Ruini. Nella stessa occasione, Ingrao si presentò alla Camera con la testa sanguinante dopo essere stato colpito da un poliziotto durante gli scontri a via del Tritone tra manifestanti e forze dell’ordine.

Anche Giulio Andreotti fu testimone e protagonista di momenti violenti. Nel 1949, scriveva di una riunione alla Camera sull’adesione dell’Italia alla NATO, segnata da pugni, percosse e persino un morso alla mano del mite Achille Marazza da parte del comunista Di Mauro, mentre cercava di aggredire De Gasperi.

La prima Repubblica non fu da meno. Nel 1924, Giacomo Matteotti, nel suo ultimo discorso alla Camera, fu interrotto da urla e insulti. Nel 1994, durante la discussione del DL Salva Rai, Francesco Storace e Mauro Paissan arrivarono alle mani dopo uno scambio di accuse. L’anno precedente, il leghista Luca Leoni Orsenigo sventolava un cappio in aula, un gesto rimasto celebre.

La seconda Repubblica ha visto scontri continui. Nel 2004, Davide Caparini (Lega) e Roberto Giachetti (Margherita) si azzuffarono, mentre Renzo Lusetti finì in infermeria dopo aver ricevuto un pugno. Nel 2008, durante un voto di fiducia, Tommaso Barbato dell’Udeur sputò in faccia al collega Nuccio Cusumano, che ebbe un malore e svenne. Anche nel 2002, Ignazio La Russa e Ciriaco De Mita si scontrarono verbalmente e quasi fisicamente.

Nel 2010, una rissa scoppiò durante la discussione del DDL Meloni per il sostegno alle comunità giovanili. Franco Barbato (Udeur) riportò un trauma contusivo dopo essere stato colpito dal Pdl Carlo Nola. Più recentemente, nel 2018, Emanuele Fiano (PD) colpì il vice ministro Massimo Garavaglia con dei fascicoli di emendamenti.

Questi episodi mostrano che la violenza in aula non è una novità e che i parlamentari italiani, di diverse epoche e schieramenti, si sono dimostrati sempre pronti alla ‘pugna’.

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(con fonte AdnKronos)