Archiviata indagine per violenza sessuale su Leonardo La Russa
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La gip di Milano accoglie la richiesta della Procura: nessuna prova di coercizione contro il figlio del presidente del Senato
Archiviata indagine per violenza sessuale su Leonardo La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio, e sull’amico deejay Tommaso Gilardoni. La giudice per le indagini preliminari di Milano, Rossana Mongiardo, ha accolto la richiesta della Procura, chiudendo così un procedimento che andava avanti da oltre due anni.
L’udienza di opposizione all’archiviazione, presentata dall’avvocato Stefano Benvenuto, legale della ventiduenne che aveva denunciato la presunta violenza, non ha modificato la linea della magistratura: “Non vi è in atti la prova che gli indagati abbiano percepito la mancanza di una valida volontà della ragazza”, hanno scritto la procuratrice aggiunta Letizia Mannella e la pm Rosaria Stagnaro.
La decisione della giudice Mongiardo
Nell’ordinanza di archiviazione, la gip Rossana Mongiardo sottolinea che gli elementi raccolti “non possono essere ritenuti idonei a fondare un giudizio di ragionevole previsione di condanna”, come previsto dalla riforma Cartabia. Secondo la giudice, la perizia medica che accerta l’assunzione di alcolici non prova la mancanza di capacità della ragazza di esprimere un consenso valido agli atti sessuali.
La giovane, ripresa in alcuni brevi video sul cellulare dei due amici, appare “vigile e orientata”, in grado di reggersi in piedi, parlare e “ammiccare alla telecamera”. La giudice scrive inoltre che, pur non potendo escludere con assoluta certezza un’alterazione, “tali video non rappresentano in maniera inequivoca una coercizione da parte degli indagati”.
Le reazioni della difesa e dell’accusa
Gli avvocati Adriano Bazzoni e Vinicio Nardo, difensori di Leonardo La Russa, hanno espresso soddisfazione per l’ordinanza: “Si conclude positivamente un doloroso iter processuale durato oltre due anni, segnato da una forte esposizione mediatica e da conseguenze sulla serenità familiare”.
Di parere opposto il legale della ragazza, Stefano Benvenuto, che definisce la decisione “contraddittoria e incompleta”. L’avvocato ha annunciato che nei prossimi giorni valuterà eventuali azioni, “anche alla luce dei limiti di impugnazione imposti dal Codice di procedura penale”.
Resta aperta l’inchiesta per revenge porn
La Procura di Milano prosegue invece l’indagine per revenge porn contro Leonardo La Russa e Tommaso Gilardoni. Il 13 novembre si terrà una nuova udienza davanti alla gip Alessandra Di Fazio. Secondo l’accusa, il figlio del presidente del Senato avrebbe filmato e condiviso un video “a contenuto sessualmente esplicito” senza il consenso della ragazza, mentre Gilardoni lo avrebbe inoltrato a un terzo soggetto.
La gip Mongiardo ha infine precisato che, pur riconoscendo “profonda superficialità e scarso rispetto della persona offesa”, la condotta dei due giovani “non assorge a rilevanza penale” per quanto riguarda la presunta violenza sessuale.
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