Ue cede a Trump: accordo commerciale squilibrato per evitare la guerra dei dazi
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Accettata un’intesa che impone dazi del 15% su gran parte dell’export europeo. Sefcovic: “Meglio di una guerra commerciale che ci avrebbe distrutti”
L’Ue ha accettato un accordo commerciale profondamente sbilanciato con gli Stati Uniti guidati da Donald Trump, che prevede dazi del 15% su circa il 70% delle esportazioni europee. “Anche se so che per alcuni un potenziale altro tipo di risultato può sembrare molto allettante ora – ha dichiarato il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic – non hanno considerato tutte le conseguenze. Noi lo abbiamo fatto e quindi, con piena consapevolezza, sono sicuro al 100% che questo accordo è migliore di una guerra commerciale con gli Stati Uniti”.
L’accordo, negoziato per mesi con le controparti americane Howard Lutnick e Jamieson Greer, è stato definito “il migliore possibile nelle condizioni date”. Sefcovic ha spiegato che “abbiamo iniziato con il 30%. Vale a dire che a partire dal primo agosto sarebbe stata applicata dagli Usa una tariffa del 30% sulle nostre esportazioni, il che, praticamente, avrebbe bloccato tutto il commercio”.
Dopo l’incontro con Trump a Turnberry, in Scozia, Ursula von der Leyen ha firmato l’intesa che evita l’inasprimento delle relazioni transatlantiche, garantendo dazi “a tappeto” del 15%, ma evitando il peggio. “È ovvio che il mondo che c’era prima del 2 aprile ormai è andato. Dobbiamo adattarci”, ha aggiunto Sefcovic.
L’intesa prevede anche l’azzeramento dei dazi europei su una serie di prodotti americani, come frutta a guscio, aragoste, alcuni pesci, formaggi, fertilizzanti e persino automobili. In cambio, gli Usa escluderanno alcuni beni strategici europei dai nuovi dazi, come dispositivi medici, farmaci, aeromobili e ricambi aeronautici. Nessun accordo, invece, è stato ancora raggiunto su vini e superalcolici.
Il nuovo regime doganale, che entrerà in vigore dal primo agosto, esclude però acciaio e alluminio, per i quali Washington si riserva l’applicazione di dazi fino al 50% in base a una clausola speciale. Anche in questo caso, è previsto un sistema di quote legato ai livelli storici degli scambi.
Il valore dell’export Ue verso gli Usa colpito dai nuovi dazi è stimato in circa 380 miliardi di euro. Alcuni settori, come i semiconduttori e i farmaci, restano esenti. Tuttavia, secondo fonti Ue, la dichiarazione che sarà pubblicata venerdì prossimo non è vincolante giuridicamente. Sefcovic ha ammesso che l’intesa è penalizzante, ma sottolinea che “salverà posti di lavoro e garantirà la stabilità economica in un contesto geopolitico instabile”.
Inoltre, l’Ue si impegna ad acquistare energia (gas, petrolio e uranio) dagli Usa, e ad aumentare l’importazione di microprocessori avanzati. “Non possiamo garantire questi investimenti, ma sono decisioni delle imprese private”, ha chiarito Bruxelles. Nessun impegno, invece, sull’acquisto di armamenti.
Secondo la Commissione, sganciarsi dagli Usa oggi è impensabile, anche perché il rapporto con la Cina resta problematico. “La lista dei problemi si allunga”, ha detto Sefcovic. E mentre Trump ha annunciato 600 miliardi di investimenti europei negli Stati Uniti, l’Ue resta legata a Washington anche per ragioni di sicurezza.
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(con fonte AdnKronos)
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