L’Iran minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz: “Risponderemo se i nostri interessi saranno minacciati”
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Teheran avverte: se gli Stati Uniti entreranno in guerra a fianco di Israele, possibile blocco del transito di petrolio nel Golfo
L’Iran ha minacciato esplicitamente di chiudere lo Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale, in risposta all’attacco militare in corso da parte di Israele. A dichiararlo è stato Behnam Saeedi, membro del Comitato per la sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, citato dall’agenzia Mehr. “L’Iran ha numerose opzioni per rispondere ai suoi nemici, e le utilizza in base alla situazione”, ha affermato. “La chiusura dello Stretto di Hormuz è una delle possibili opzioni”.
Sullo stesso tono anche il parlamentare Ali Yazdikhah, che ha spiegato come l’Iran continuerà a garantire la navigazione nello Stretto e nel Golfo solo finché i suoi interessi vitali non saranno messi in pericolo. “Se gli Stati Uniti dovessero entrare ufficialmente e operativamente nel conflitto a sostegno dei sionisti, l’Iran avrebbe il legittimo diritto di ostacolare il transito del commercio di petrolio dei Paesi occidentali”, ha dichiarato Yazdikhah.
Lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo strategico di appena 33 chilometri nel punto più stretto, situato tra Iran e Oman. Collega il Golfo Persico al Mar Arabico e rappresenta un nodo cruciale per il commercio globale di energia. Secondo i dati della U.S. Energy Information Administration, nel 2024 vi sono transitati in media 20 milioni di barili di greggio al giorno, rendendolo essenziale per circa un quarto del commercio mondiale di petrolio e un quinto di quello di gas naturale liquefatto, in particolare dal Qatar.
La chiusura anche temporanea dello Stretto, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, avrebbe gravi ripercussioni sui mercati mondiali di petrolio e gas. Non è la prima volta che Teheran agita la minaccia: in passato i Pasdaran hanno sequestrato petroliere, mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno già cercato rotte alternative via oleodotto per aggirare la vulnerabilità di Hormuz.
La tensione cresce, mentre l’ipotesi di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto con l’Iran rischia di trasformare una crisi regionale in uno shock energetico globale.
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(con fonte AdnKronos)
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