Trump si “autoelegge” Papa: la deriva narcisistica di un potere senza limiti
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A pochi giorni dall’inizio del Conclave, il presidente americano si mostra sui social vestito da Pontefice. Nessun commento, solo l’immagine di sé come simbolo assoluto del potere
A pochi giorni dall’inizio del Conclave, Donald Trump ha pubblicato sui canali social della Casa Bianca e su Truth Social un ritratto che non lascia spazio a interpretazioni innocenti: lui, in abito talare bianco, con mitra e croce d’oro, seduto in posa ieratica, l’indice puntato verso il cielo. Nessuna didascalia, nessun contesto. Solo l’immagine, solenne e caricaturale al tempo stesso. Che sia fatta dall’intelligenza artificiale poco importa.
Qualche giorno prima, rispondendo a una domanda sui suoi “desideri” per il prossimo Papa, aveva ironizzato: “Mi piacerebbe essere Papa. Sarebbe la mia prima scelta”. E la battuta si è trasformata in immagine. Ma il gesto non fa ridere. È l’ennesimo segnale di una megalomania crescente, che attraversa il secondo mandato dell’uomo forte di New York con toni sempre più grotteschi.
Trump non gioca più solo a fare il presidente. Gioca a essere l’unica figura possibile. Il potere personificato. Il messia, il sovrano, il pontefice
La pubblicazione dell’immagine è più di una provocazione: è la rappresentazione visiva di un delirio narcisistico che si nutre dei linguaggi dei social, delle scorciatoie digitali, delle illusioni che si fanno realtà nella percezione collettiva. E che trovano terreno fertile in un’epoca in cui l’apparenza conta più della sostanza, il simbolo più del contenuto.
Ci si chiede come sia possibile che un popolo intero abbia scelto di affidare per due volte la guida della prima potenza mondiale a una figura così platealmente autoreferenziale. Ma la risposta va cercata altrove: in un mondo che ha abbassato le difese, che ha smesso di filtrare, che ha confuso il populismo con la democrazia e lo spettacolo con la leadership.
Viviamo in un’epoca in cui chi urla più forte prende il microfono. Dove chi ostenta sicurezza, anche nella sua forma più tossica, viene premiato. La barbarie comunicativa è ormai la regola, alimentata da algoritmi che premiano l’eccesso e da una società in cui i contenuti si misurano in clic e condivisioni.
E allora Trump vestito da Papa non è una trovata satirica, ma l’immagine perfetta di un potere contemporaneo che non ha più limiti né pudore. Il ritratto virtuale di una realtà sempre più grottesca. A ogni latitudine. E non si prevede per nulla un miglioramento in futuro.
TRUMAN SICILIANO
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(con fonte AdnKronos)
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