Colloqui di pace rinviati, tensioni tra Kiev e Washington sul piano USA-Russia
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Il vertice tra ministri degli Esteri a Londra slitta dopo il rifiuto ucraino di cedere sulla Crimea. Gli Stati Uniti restano al tavolo con rappresentanza ridotta, mentre emergono ipotesi di compromesso con Mosca
I colloqui di pace per l’Ucraina previsti oggi a Londra a livello di ministri degli Esteri sono stati rinviati. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri britannico, che ha comunque confermato un incontro tecnico a livello inferiore per proseguire i contatti ufficiali.
A determinare il rinvio è stato il forfait del Segretario di Stato americano Marco Rubio, seguito dall’inviato presidenziale speciale Steve Witkoff. Alla base della decisione, la posizione irremovibile del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: Kiev non accetterà mai di riconoscere la Crimea come territorio russo.
Il piano di pace statunitense, secondo quanto riportato dai media, prevederebbe il riconoscimento dell’annessione della Crimea da parte della Russia e il congelamento delle attuali linee del fronte. Una proposta respinta pubblicamente da Zelensky, che ha anche dichiarato di non essere mai stato messo formalmente al corrente da Washington di tale iniziativa.
Nonostante le tensioni, il ministro degli Esteri ucraino sarà comunque presente a Londra per un bilaterale con l’omologo britannico David Lammy. Gli Stati Uniti saranno rappresentati dal loro inviato per l’Ucraina, Keith Kellogg.
Parallelamente, il Guardian riporta indiscrezioni secondo cui Mosca sarebbe disposta a rinunciare alle rivendicazioni sui territori ucraini non occupati, in cambio del riconoscimento della Crimea e di concessioni diplomatiche da parte di Washington. Kiev, da parte sua, avrebbe aperto all’ipotesi di un cessate il fuoco lungo le linee attuali, purché non implichi alcun riconoscimento legale dell’occupazione russa.
Il clima resta teso anche sul campo. Durante il fine settimana di Pasqua, migliaia le violazioni della tregua dichiarata da Vladimir Putin, secondo le autorità ucraine. E ieri un drone kamikaze russo ha colpito un autobus a Marhanets, nella regione di Dnipropetrovsk, uccidendo nove persone e ferendone almeno trenta. A bordo viaggiavano dipendenti di un’azienda locale.
Intanto, la Cina respinge le accuse mosse da Kiev circa un presunto sostegno militare a Mosca. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha definito le accuse “infondate” e ha condannato quella che ha definito “una manipolazione politica”, dopo che Pechino è stata formalmente convocata dall’Ucraina.
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(con fonte AdnKronos)
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