Kim Jong-un chiude a colloqui con Trump: “Nessun interesse a parlare con lui”
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Il leader nordcoreano critica la politica statunitense e rafforza l’alleanza con Putin. Scarse le prospettive di una ripresa del dialogo con il tycoon newyorchese
Secondo quanto riportato una settimana fa dal Wall Street Journal, Kim Jong Un ha espresso disinteresse nel riprendere i colloqui con Donald Trump, nel momento in cui l’ex presidente degli Stati Uniti rientrerà alla Casa Bianca. Durante un’esposizione delle misure di difesa a Pyongyang, Kim ha sottolineato il fallimento dei negoziati precedenti e ha criticato apertamente la “politica aggressiva e ostile” degli Stati Uniti.
“Abbiamo esplorato tutte le strade possibili nei negoziati con gli Stati Uniti“, ha dichiarato Kim, aggiungendo che il suo paese non vede più la necessità di alleggerimenti delle sanzioni internazionali, avendo rafforzato il proprio arsenale nucleare e consolidato rapporti strategici con la Russia.
Il rafforzamento dell’alleanza con Mosca
Il cambiamento nella posizione nordcoreana riflette una rinnovata autonomia rispetto ai vincoli imposti dagli Stati Uniti. Grazie al sostegno del presidente russo Vladimir Putin, Kim ha ricevuto assistenza militare e protezione diplomatica al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, benefici che Trump non sarebbe in grado di offrire.
Questa alleanza si è intensificata negli ultimi mesi, con la Corea del Nord che ha promulgato una legge per legittimare attacchi nucleari preventivi. Un messaggio chiaro che segnala la scarsa volontà di disarmare, nonostante le pressioni della comunità internazionale.
Un passato difficile da superare
La relazione tra Trump e Kim, inizialmente caratterizzata da scambi epistolari e incontri ad alta visibilità, si era deteriorata verso la fine del primo mandato di Trump. La retorica amichevole si era trasformata in un’escalation di insulti, con Pyongyang che aveva definito l’ex presidente americano un “vecchio rimbambito” e un “uomo sconsiderato e irregolare”.
Nonostante Trump abbia recentemente espresso nostalgia per quei primi tentativi diplomatici, affermando che “penso che gli manchi” durante la Convention Nazionale Repubblicana, Kim sembra avere una visione in tal senso abbastanza diversa dal tycoon newyorchese.
Le prospettive per il futuro
Al momento, nuovi colloqui sembrano improbabili, a meno che Trump non riesca a convincere Putin a mediare con Kim, un’ipotesi difficile vista la complessità degli equilibri geopolitici. Il leader nordcoreano, intanto, appare determinato a proseguire sulla strada di un’autonomia strategica, rafforzata da legami sempre più solidi con Mosca.
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