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I rappresentanti permanenti dell’UE concordano sull’utilizzo dei proventi derivanti dai beni congelati della Banca Centrale Russa per sostenere l’Ucraina, con un focus sul sostegno militare e macrofinanziario

Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un’intesa di principio sull’utilizzo degli extraprofitti derivanti dai beni congelati della Banca Centrale Russa, con l’obiettivo di sostenere l’Ucraina durante il periodo di guerra. Questo accordo è stato anticipato da fonti a Bruxelles e confermato dalla presidenza di turno belga.

Si precisa che questa iniziativa riguarda non il capitale stesso, ma i proventi generati dai beni congelati nel corso del tempo, come ad esempio gli interessi dei bond. Questi proventi, non potendo essere trasferiti al legittimo proprietario a causa delle sanzioni, rimangono nei bilanci delle società di clearing, come Euroclear e Clearstream. In sostanza, si tratta di sanzioni che colpiscono indirettamente le società di clearing, che traggono utili dal congelamento di tali asset.

L’accordo prevede che il 90% dei proventi verrà destinato alla European Peace Facility per finanziare gli aiuti militari all’Ucraina, mentre il restante 10% andrà alla Ukraine Facility per sostenere l’assistenza macrofinanziaria allo Stato ucraino durante il conflitto.

La commissione trattenuta dalle società di clearing per la gestione di tali asset è stata fissata all’0,3%, una percentuale inferiore rispetto alle ipotesi precedenti. Si stima che gli extraprofitti ammontino a circa 3 miliardi di euro all’anno.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore l’accordo politico, sottolineando che l’utilizzo di tali fondi per sostenere l’Ucraina rappresenta un simbolo di solidarietà europea e un’impegno per la sicurezza dell’intera regione.

Se tutto procederà secondo i piani, la prima tranche di finanziamenti all’Ucraina derivante dagli extraprofitti dovrebbe essere erogata entro il mese di luglio 2024. Il Belgio, dove ha sede Euroclear, ha già previsto l’allocazione di parte dei proventi derivanti dalle tasse sul reddito delle imprese per gli aiuti militari a Kiev, dimostrando un impegno tangibile nella risposta alla crisi in corso.

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(con fonte AdnKronos)

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