Tragedia a Casteldaccia: operai morti per esalazioni di idrogeno solforato
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Autopsia conferma l’asfissia per tre delle vittime. Un operaio dimesso, ma uno ancora in terapia intensiva con prognosi riservata
L’autopsia condotta questa mattina su tre dei cinque operai deceduti lunedì a Casteldaccia ha confermato che le vittime sono state asfissiate dalle esalazioni di idrogeno solforato. Questo gas, altamente pericoloso, è incolore e tende ad accumularsi in ambienti chiusi come la vasca di liquami fognari in cui lavoravano gli operai. Le vittime presentavano ostruzione dei polmoni, evidente segno di avvelenamento da questo gas letale.
Uno degli operai sopravvissuti, ricoverato presso l’unità operativa di Pneumologia del Policlinico di Palermo, è stato dimesso nel pomeriggio dopo che tutti i controlli hanno confermato le sue buone condizioni di salute.
Per l’altro operaio ancora in terapia intensiva, i medici stanno conducendo test di ventilazione per valutare la sua capacità di respirare autonomamente, senza l’ausilio di ventilatori meccanici. Sebbene il quadro neurologico mostri segnali positivi, il paziente rimane esposto alle conseguenze dell’avvelenamento polmonare e del contatto con liquidi infetti. Il trattamento di supporto intensivo continua, con particolare attenzione alla respirazione, alla circolazione e alla prevenzione di infezioni mediante antibiotici avanzati. La prognosi per questo paziente rimane riservata.
La tragedia di Casteldaccia si è verificata rapidamente lunedì 6 maggio, quando gli operai, impegnati nella manutenzione dell’impianto di sollevamento delle acque reflue, sono rimasti intrappolati nelle esalazioni di idrogeno solforato. Nonostante l’allarme, altri colleghi hanno cercato di soccorrere i primi, ma sono rimasti anch’essi vittime del gas letale. Il bilancio finale è stato di cinque morti e un sesto operaio in coma profondo, che lotta ancora per la vita. Le vittime di questa tragedia sono Epifanio Assazia, 71 anni, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, di 50 anni, Ignazio Giordano, di 59 anni e Giuseppe La Barbera.
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(con fonte AdnKronos)
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