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Ancora una volta chi sperava in un passo indietro delle istituzioni europee in materia di sostenibilità è rimasto deluso. Martedì 24 ottobre la Commissione Ambiente dell’Europarlamento ha dato il via libera al mandato negoziale sugli imballaggi con 56 voti a favore, 23 contrari e 5 astenuti.

Con questo voto, la Commissione delinea la propria posizione sul regolamento imballaggi proposto dalla Commissione europea il 22 novembre 2022.

Giova ricordare che le commissioni sono composte da membri del parlamento europeo scelti in modo da rispecchiare la composizione politica dell’aula. Attualmente la Commissione Ambiente (Envi) conta 88 membri ed è la più grande dell’organismo, a conferma dell’importanza riconosciuta dall’Ue alla sostenibilità. Importanza confermata anche dalla votazione di tre giorni fa che mira a ridurre drasticamente l’utilizzo degli imballaggi, seppure indebolendo la proposta iniziale della Commissione.

Il prossimo passaggio vedrà protagonista l’Assemblea plenaria del Parlamento europeo, in programma dal 20 al 23 novembre. In quella occasione, saranno chiamati a votare tutti i 705 eurodeputati, rappresentanti dei 27 Stati membri.

Dopo quella votazione, il Parlamento sarà pronto ad iniziare i negoziati finali (trilogo) con il Consiglio Ue, che deve ancora approvare la propria posizione sul tema.

Cosa prevede il testo approvato dalla Commissione ambiente

A margine della votazione di novembre scorso, il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Frans Timmermans, commentò: “Le proposte di oggi riducono i rifiuti di imballaggio, promuovono il riutilizzo e la ricarica, aumentano l’uso della plastica riciclata e agevolano il riciclaggio degli imballaggi. I cittadini europei vogliono eliminare gli imballaggi eccessivi e quelli inutilmente voluminosi e le imprese sono pronte a rispondere con soluzioni e sistemi di imballaggio sostenibili e innovativi”.

Dopo l’opposizione di alcune parti politiche, la Commissione Envi ha trovato un compromesso sulla proposta di regolamento della Commissione Ue con il voto di tre giorni fa.

I punti salienti della proposta della Commissione Ambiente sugli imballaggi sono:

• fissare obiettivi specifici di riduzione dei rifiuti per gli imballaggi in plastica: 10% entro il 2030, 15% entro il 2035 e 20% entro il 2040;

• vietare la vendita di sacchetti di plastica molto leggeri (inferiori a 15 micron), tranne se necessari per motivi igienici o se vengano forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi, al fine di prevenire lo spreco di cibo;

• prevedere percentuali minime di contenuto riciclato nella parte di plastica degli imballaggi, diverse a seconda del tipo di imballaggio, con obiettivi specifici fissati per il 2030 e il 2040;

• valutare la possibilità di proporre obiettivi e criteri di sostenibilità per la plastica a base biologica entro la fine del 2025. La “bioblastica” viene definita “una risorsa chiave per ‘defossilizzare’ l’economia della plastica”;

• fissare dei requisiti chiari per determinare quali imballaggi possano essere riutilizzati o ricaricati, nonché il numero minimo di riutilizzi (da definire in una fase successiva). A differenza del testo originario proposto dalla Commissione, il vino è escluso dalle quote obbligatorie di imballaggi riutilizzabili;

• i distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore Ho.re.ca (Hotellerie, Restaurant & Cafè) devono offrire ai consumatori la possibilità di portare il proprio contenitore;

vietare l’uso di PFAs, le cosiddette “sostanze chimiche per sempre” e del bisfenolo, sostanze ampiamente utilizzate per rendere ignifughi o impermeabili gli imballaggi, ma associate a una serie di effetti negativi sulla salute;

• garantire entro il 2029 la raccolta differenziata del 90% dei materiali da imballaggio (plastica, legno, metalli ferrosi, alluminio, vetro, carta e cartone). Questa azione sarebbe affidata agli Stati membri.

Le reazioni delle associazioni

Diverse le reazioni al voto del 24 ottobre. Secondo la Fead, l’associazione europea che rappresenta il settore privato nella gestione dei rifiuti, la posizione approvata dalla commissione Envi è “sulla strada giusta” come posizione di compromesso. Nel testo approvato vi sono, secondo l’associazione, “chiari segnali che il ruolo dell’industria della gestione e del riciclaggio dei rifiuti viene riconosciuto”. Tuttavia, la Fead vuole sollevare preoccupazioni sugli emendamenti di compromesso che introducono i concetti di riciclaggio a circuito chiuso, accesso prioritario ai materiali riciclati e sostituzione della plastica riciclata con plastica a base biologica.

Di un buon compromesso parla anche il direttore e fondatore di Zero Waste Europe, Joan Marc Simon: “Sebbene il testo sia stato notevolmente diluito rispetto alla proposta originale della Commissione – ha detto – riteniamo che questo rappresenti il miglior risultato possibile in questo momento. Zero Waste Europe accoglie con favore l’adozione degli emendamenti di compromesso del relatore e si congratula con l’eurodeputata Ries per aver sostenuto l’integrità di questa legge”.

Soddisfatta la relatrice in Commissione Ambiente, Frederique Ries (Renew, Belgio): “Abbiamo fatto in modo che l’ambizione ambientale incontrasse la realtà industriale, con una relazione incentrata sull’innovazione e che prevede una deroga per le imprese con meno di dieci dipendenti”.

Più critiche altre associazioni. Secondo l’alleanza Rethink Platic, “dopo mesi di difficili negoziati, con le pesanti pressioni dell’industria sullo sfondo, la commissione ha finito per accettare i tiepidi emendamenti di compromesso proposti dalla relatrice del dossier, l’eurodeputata Frédérique Ries”. Per l’European Enviromnetal Bureau, “un regolamento sugli imballaggi indebolito sopravvive al tentativo di decimare le sue ambizioni ambientali”.

Critiche dalla politica italiana

Levata di scudi della politica italiana, già contraria alla proposta presentata dalla Commissione nel novembre 2022. Oggetto principale delle critiche è la poca importanza riconosciuta al livello di riciclo raggiunto nei Paesi membri: “Si continua ad andare verso un sistema che non valorizza il modello vincente italiano, ma che lo mette a rischio. – ha dichiarato il ministro per l’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) – Continueremo la nostra battaglia in tutte le sedi comunitarie per difendere le ragioni di una filiera innovativa, che supera i target Ue con diversi anni di anticipo, che dà lavoro tutelando l’ambiente e affermando i più avanzati principi dell’economi circolare”.

Dello stesso avviso la viceministra Vannia Gava (Lega): “Restiamo fermamente convinti della irricevibilità della proposta di regolamento sugli imballaggi voluta dall’Ue. L’Italia è fortemente impegnata nel settore dell’economia circolare ed ha un modello di gestione dei rifiuti da imballaggio che rappresenta un’eccellenza a livello Ue”.

Le critiche non arrivano solo dal centro-destra, anche il Pd si dichiara scettico sulla misura: “Il regolamento sugli imballaggi votato oggi in commissione Ambiente non rappresenta il testo definitivo che sarà votato nella plenaria di novembre. In quell’occasione ribadiremo la nostra posizione per un approccio che prenda in considerazione gli investimenti e i risultati del nostro paese nel riciclo, approccio che non è presente nel testo approvato oggi in commissione” affermano in una nota Alessandra Moretti (che ha votato a favore) e Achille Variati (astenuto), europarlamentari e componenti della commissione Ambiente.

Nuove indicazioni sul regolamento imballaggi arriveranno dal voto del Parlamento Ue in Assemblea plenaria, previsto per fine novembre prossimo.

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(AdnKronos)

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