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I colpi di tosse di Vladimir Putin, la comparsa sempre presente accanto al presidente russo, il report dell’intelligence danese sulle condizioni del numero 1 del Cremlino. Nel passaggio tra 2022 e 2023, riflettori sempre accesi sul leader di Mosca, che nel messaggio alla fine dello scorso anno ha – tra l’altro – ribadito l’accusa già rivolta all’Occidente, colpevole di puntare alla distruzione della Russia.

Su Twitter, fa discutere il video pubblicato da Francis Scarr, giornalista della Bbc che monitora i media russi. Scarr propone un estratto del videomessaggio di Putin: il presidente, davanti ad un gruppo di membri della marina, tossisce in maniera evidente mentre parla. Il video “non è stato modificato. Ho guardato tutti i 9 minuti del filmato originale”, Putin “tossisce”, afferma il giornalista. La domanda che si pongono alcuni utenti è automatica: se la miglior versione del video resa pubblica mostra un Putin cagionevole, chissà cosa evidenziano le clip scartate.

Nel filmato, inoltre, spicca la presenza di una donna bionda tra i rappresentanti delle forze armate russe. Il volto attira l’attenzione degli osservatori e l’analisi di foto e video a cui ha partecipato Putin svelano almeno parzialmente l’arcano. La donna ha già ricoperto altri ruoli: è stata soldatessa ma anche marinaia e persino una devota fedele.

Julian Roepcke, giornalista della Bild, tira fuori dal cilindro una clip di Zvezda tv, l’emittente che fa capo al ministero della Difesa russo. Nel video, la donna – sempre lei – nell’evento di fine anno viene premiata da Putin e spiega che i soldati, al fronte in Ucraina, anche se feriti non vogliono essere portati via e vogliono continuare a combattere con i propri commilitoni. Il messaggio, a giudicare dall’espressione del presidente, non pare troppo convincente.

La discussione su Twitter si accende mentre in Danimarca, dalle pagine del sito di Berlinske, rimbalzano le parole di ‘Joakim’, come viene identificato il responsabile del team dell’intelligence che monitora la Russia e in particolare osserva Putin raccogliendo informazioni anche sulle condizioni di salute del presidente.

E’ “probabile” che Putin rimanga al potere nei prossimi 5 anni. “Non vediamo nessuno in grado di rimuoverlo. Se lo vedessimo, lo vedrebbero anche i servizi russi e la questione verrebbe risolta rapidamente”, dice Joakim, evidenziando che “la principale incertezza eiguarda la sua salute”, prospettando l’ipotesi secondo cui “qualcuno potrebbe rimuoverlo a causa della sua salute in peggioramento”.

L’intelligence danese non ritiene che Putin sia un malato terminale. Il presidente russo sarebbe invece condizionato da “dolore cronico che lo affligge da anni ormai. Ecco perché tende ad afferrare le cose in maniera rigida. In questo modo è più semplice controllare il dolore”, dice Joakim facendo riferimento anche ad un celeberrimo incontro tra Putin e il ministro della Difesa Shoigu: in quella circostanza, il presidente rimase aggrappato con movimento ‘sospetto’ al tavolino a cui era seduto con l’interlocutore.

I servizi danesi non escludono che Putin abbia sofferto di cancro in passato ed è plausibile che a febbraio, quando ha ordinato l’invasione dell’Ucraina, il numero 1 del Cremlino stesse affrontando una terapia a base di ormoni: lo lascerebbe pensare la forma del volto di Putin in quel periodo. C’è chi ha ipotizzato un diagnosi di cancro alla tiroide. “Un’ottima scommessa”, la definisce Joakim. La patologia, evidenziano i servizi di Copenhagen, non mette a rischio la vita del leader russo ma potrebbe condizionare la linea dell’elite di Mosca. “Abbiamo la fondata impressione che una parte dell’elite ritenga che si stia andando nella direzione sbagliata”.

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