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Per Bergoglio arriva anche l’accusa di “Eresia”

Tutto è oscuro, nel Pontificato bergogliano, fin dallo scrutinio che lo ha eletto. Per documentarsi al riguardo è necessario documentarsi sulla sterminata produzione di libri e articoli del bravo e tenace Antonio Socci. Bergoglio cambia verità al mutare del suo target, e quel che dice all’Angelus non lo ripete di certo quando ha di fronte Eugenio Scalfari che gli consente il suo dialogo privilegiato col mondo della sinistra atea.
Ora gli piomba addosso l’accusa esplicita di eresia, in una lettera redatta nelle principali lingue, firmata da una trentina di “teocon”, docenti universitari, teologi, uomini di Chiesa accomunati da una posizione cattolica tradizionalista, sulla stessa linea dei “Dubia” sollevati da alcuni Cardinali conservatori contro le aperture di Bergoglio nel campo sociale e morale. “Prendiamo questa iniziativa come ultima risorsa e per contrastare i danni causati ormai dalle parole e dalle azioni di Papa Francesco, che hanno generato una delle peggiori crisi nella storia della Chiesa cattolica”.
“Accusiamo Papa Francesco di aver dimostrato pubblicamente e pertinacemente, con le sue parole e con le sue azioni, di credere in proposizioni contrarie a Verità divinamente rivelate”.
Se ne sta cadendo a pezzi questo Pontificato disastroso, senza che in Vaticano nessuno sia in grado di porvi riparo. Ma tant’è: nel corso del suo Pontificato, Bergoglio ha seminato vento. E, ora, evangelicamente, comincia a raccogliere tempesta.

Giancarlo De Palo

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