Manovra da 3.5 miliardi: pensioni, Zes, Pnrr e Ponte sullo Stretto
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Manovra da 3.5 miliardi: emendamento del governo tra pensioni, Zes unica, Transizione 5.0, Ponte sullo Stretto e previdenza complementare
La manovra da 3.5 miliardi entra nel vivo con l’emendamento presentato dal governo in Commissione Bilancio al Senato e annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il pacchetto di modifiche tocca diversi capitoli chiave, dalla Zes unica alla previdenza complementare, passando per Transizione 5.0 e la rimodulazione del Pnrr.
Secondo il calendario emerso dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, la manovra approderà in aula lunedì 22 dicembre, con il voto finale atteso per martedì 23 dicembre, a ridosso della vigilia di Natale.
Ponte sullo Stretto e rimodulazione delle risorse
Tra gli interventi della manovra da 3.5 miliardi figura il rinvio al 2033 dei 780 milioni di euro iscritti a bilancio per l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione arriva dopo lo stop della Corte dei Conti. Le modifiche aggiornano il Fondo di riserva per l’integrazione delle autorizzazioni di cassa nel 2026 e rifinanziano gli stanziamenti relativi al Ponte, prevedendo un incremento delle risorse nel 2033 tale da lasciare invariato il valore complessivo delle somme autorizzate.
Pensioni anticipate e riscatto della laurea breve
Sul fronte previdenziale, la manovra da 3.5 miliardi allunga i tempi di decorrenza del trattamento pensionistico per chi matura i requisiti per la pensione anticipata dal 2032. Per chi raggiunge i requisiti nel 2031 è previsto un posticipo di tre mesi, che sale progressivamente a quattro mesi nel 2032 e 2033, cinque mesi nel 2034 e sei mesi nel 2035.
Dal 2031 cambia anche il peso del riscatto della laurea breve per il prepensionamento. Sei mesi di contributi riscattati non concorreranno più al raggiungimento dei requisiti per chi matura l’uscita anticipata nel 2031. Il periodo escluso aumenta gradualmente: 12 mesi nel 2032, 18 nel 2033, 24 nel 2034 e 30 mesi nel 2035.
Transizione 4.0 e 5.0, agevolazioni prorogate
La manovra da 3.5 miliardi proroga al 30 settembre 2028 le agevolazioni per le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale in chiave Transizione 4.0 e 5.0. L’iperammortamento diventa così triennale.
L’emendamento elimina inoltre la maggiorazione del costo di acquisizione per gli investimenti “green” e vincola l’accesso agli incentivi all’acquisto di beni “Made in EU”.
Acconti Rc auto e maggior gettito nel 2026
Tra le misure fiscali della manovra da 3.5 miliardi rientra l’introduzione di un acconto pari all’85% del contributo sui premi delle assicurazioni Rc auto e natanti, da versare entro il 16 novembre di ogni anno. Il nuovo meccanismo genererà un maggior gettito di circa 1,3 miliardi di euro nel solo 2026, mentre dal 2027 andrà a regime senza ulteriori incrementi di entrate.
Zes unica, forte aumento del credito d’imposta
Previsto un forte incremento nel 2026 del credito d’imposta per la Zes unica nei settori agricoltura, pesca e acquacoltura. Le percentuali salgono al 58,7839% per micro, piccole e medie imprese e al 58,6102% per le grandi imprese, rispetto ai valori rideterminati dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 12 dicembre. Gli oneri finanziari delle rimodulazioni ammontano a 133,29 milioni di euro.
Previdenza complementare e Tfr
La manovra da 3.5 miliardi estende l’obbligo di versamento dei contributi al fondo Tfr anche ai datori di lavoro che superano la soglia dei 50 dipendenti negli anni successivi all’avvio dell’attività. I lavoratori potenzialmente interessati sono circa 2,5 milioni. Dal 1° luglio 2026 viene inoltre introdotto un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato, con possibilità di rinuncia entro 60 giorni.
Spesa farmaceutica e coperture
Infine, a decorrere dal 2026, la manovra da 3.5 miliardi aumenta dello 0,1% annuo il tetto di spesa farmaceutica per gli acquisti diretti. I maggiori oneri, pari a 140 milioni di euro annui, saranno coperti riducendo il Fondo per i farmaci innovativi, che scende da 1,3 miliardi a 1,16 miliardi di euro l’anno, con una riduzione proporzionale tra le diverse tipologie di farmaci.
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(con fonte AdnKronos)
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