Nordio difende la riforma: “Non mina l’indipendenza della magistratura”
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l ministro della Giustizia Carlo Nordio difende la riforma in discussione, ribadendo che non compromette l’indipendenza della magistratura e sottolineando l’impegno per l’efficienza degli uffici giudiziari e il rafforzamento del personale
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte di Cassazione per chiarire la propria posizione sulla riforma in discussione. “Sento il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile”, ha affermato Nordio, ricordando il proprio impegno nel nobile ordine giudiziario.
Riguardo alle attività di innovazione tecnologica, il ministro ha precisato che “sono state compiute nel pieno rispetto della legge” e ha definito “repugnanti” le insinuazioni di interferenze illecite sull’attività esclusiva della magistratura. Nel contesto del diritto penale, ha aggiunto, “non ci siamo accaniti in una proliferazione dissennata di interventi persecutori, ma abbiamo colmato alcuni vuoti di tutela legati a forme di aggressività, sopruso e frode, soprattutto verso soggetti deboli, e nuove forme di criminalità connesse all’uso improprio delle tecnologie informatiche e dell’intelligenza artificiale”.
In vista del referendum, Nordio ha auspicato che il dibattito rimanga “nei limiti della razionalità e della pacatezza”, ricordando che critiche e obiezioni possono essere espresse con raziocinio senza retropensieri elettorali. Il ministro ha poi letto l’articolo della riforma che conferma l’indipendenza della magistratura, definendo “arbitraria e malevola” ogni interpretazione contraria e una “grossolana manipolazione” l’attribuzione al legislatore dell’intenzione di soggiogare la magistratura al potere esecutivo.
Nordio ha chiarito che “se il popolo respingerà la riforma resteremo fermi al nostro posto, rispettandone la decisione. Se la confermerà, inizieremo il giorno successivo un dialogo con magistratura, mondo accademico e avvocatura per le necessarie norme attuative”. Il ministro ha sottolineato che la Costituzione consente di adeguare il testo normativo all’evoluzione dei tempi e delle idee, precisando che non esiste un reato di lesa maestà nel modificare disposizioni considerate suscettibili di cambiamento.
Sul fronte dell’efficienza degli uffici giudiziari, Nordio ha evidenziato gli interventi nel diritto civile, con rafforzamento e revisione degli organici, e ha ricordato le cinque procedure concorsuali attuate per la magistratura, con l’obiettivo di coprire integralmente gli organici entro il 2026. Il ministro ha aggiunto inoltre che la stabilizzazione del personale Pnrr comporterà un impegno aggiuntivo di 349 milioni di euro per l’assunzione di 9.368 unità.
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(con fonte AdnKronos)
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