Bundestag boccia Merz: niente maggioranza per il cancellierato al primo turno
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Clamoroso colpo di scena in Germania: il leader della Cdu fermo a 310 voti, tradito da 18 deputati della sua coalizione
Il Parlamento tedesco ha negato la fiducia a Friedrich Merz, leader della Cdu, al primo turno di votazione per la nomina a cancelliere. Una bocciatura storica, la prima del genere nella storia della Repubblica federale: Merz ha ottenuto 310 voti, sei in meno della soglia necessaria, nonostante i numeri teoricamente sufficienti della coalizione Cdu/Csu-Spd, che può contare su 328 parlamentari.
La votazione, avvenuta a scrutinio segreto e senza dibattito, era considerata una formalità. Invece, diciotto deputati della coalizione non hanno votato Merz, un segnale di frattura interna che mette ora a rischio la stabilità del futuro governo.
I numeri della seduta sono eloquenti: 310 voti a favore, 307 contrari, 3 astenuti, un voto annullato e nove deputati assenti. Dopo la mancata elezione, Merz ha convocato una riunione con gli alleati più stretti, tra cui Lars Klingbeil (Spd), Alexander Dobrindt (Csu) e Thorsten Frei (Cdu), oltre alla presidente del Bundestag Julia Klöckner e i membri della sua famiglia.
Il voto arriva a sei mesi esatti dal crollo del governo Scholz, avvenuto il 6 novembre 2024. L’allora cancelliere aveva perso la maggioranza dopo lo strappo dei Liberali sull’equilibrio di bilancio, portando il Paese a elezioni anticipate il 23 febbraio. In quel voto, la Cdu/Csu è risultata il primo blocco, seguita da Afd e Spd.
Il commento di Scholz non si è fatto attendere: “È assurdo che il Bundestag abbia bocciato Merz”, ha dichiarato, pur aggiungendo che “la situazione è riparabile”.
Non è escluso che già nelle prossime ore si proceda a un secondo turno di votazione, anche se le ipotesi più concrete rimandano a domani. I gruppi parlamentari stanno trattando per fissare la data, mentre la presidenza del Bundestag conferma la disponibilità a una nuova seduta. Anche Afd si è detta favorevole a procedere a breve.
Ora il leader della Cdu dovrà ricompattare le fila della sua coalizione e riconquistare i consensi mancanti. Il fallimento in una seconda votazione aprirebbe scenari incerti, con il rischio concreto di un governo di minoranza o un nuovo ricorso alle urne.
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(con fonte AdnKronos)
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