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(Adnkronos)

Dimezzare a livello globale le emissioni di gas serra entro il 2030 e arrivare a quota zero entro il 2050. Sono questi gli impegni di Nestlè che negli ultimi 10 anni solo in Italia ha già ridotto del 45% le emissioni di Co2: un importante risultato, frutto di un articolato programma di azioni a favore dell’ambiente. Il cambiamento climatico è un rischio concreto per l’agricoltura, per la produzione di cibo e, di conseguenza, per il business delle aziende alimentari. Tuttavia, allo stesso tempo, le principali fonti di emissioni di gas serra (Ghg) sono costituite proprio dalle attività legate alla catena del valore del settore alimentare.


Si tratta di una sfida complessa che Nestlé sta affrontando una strategia a lungo termine che coinvolge tutti i partner della filiera, consumatori inclusi. In particolare, Nestlé intende concretizzare il suo impegno lavorando su alcuni assi strategici fondamentali: stabilimenti; produzione e trasporti; materie prime (cacao, caffè, latte); agricoltura rigenerativa. Tutti questi sforzi si riflettono sui prodotti e mirano ad agire sulla consapevolezza dei consumatori.

Nestlé, infatti, vuole lavorare per continuare ad offrire prodotti più sostenibili, più salutari e più rispettosi dell’ambiente. Alcuni dei principali brand Nestlé stanno già lavorando per seguire questo impegno e presto diventeranno a zero emissioni di carbonio, tra questi S. Pellegrino, Acqua Panna, Garden Gourmet e Nespresso. (Fotogallery)

Energia rinnovabile, trasporto e gestione dei rifiuti

Il lavoro finalizzato alla riduzione di gas serra è affrontato dall’azienda da diversi anni: a livello italiano, ad esempio, negli ultimi 10 anni Nestlé ha ridotto del 45% le sue emissioni di Co2 in tutti i suoi stabilimenti. Inoltre, tutti gli stabilimenti del Gruppo Nestlé in Italia, insieme anche alla sede centrale di Assago, usano il 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili e certificata Recs (Renewable Energy Certificate System).

Entro il 2025 tutti gli 800 siti di Nestlé nel mondo utilizzeranno il 100% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. In 80 fabbriche su circa 130 in tutta l’area Emena, l’azienda si serve già del 100% di elettricità rinnovabile. Altro capitolo chiave è quello della sostenibilità del sistema di trasporto e distribuzione e l’azienda sta investendo per far evolvere il trasporto su gomma verso modalità alternative. Ad esempio, da sempre il Gruppo Sanpellegrino in Italia privilegia la logistica sostenibile con l’utilizzo dei trasporti su rotaia e su nave (34% nel 2019).

Inoltre, proseguono anche i progetti che prevedono l’utilizzo di mezzi alimentati a Gnl (gas naturale liquefatto), il combustibile fossile più ‘green’ e la terza fonte di energia a livello globale (+6,3% 2019 vs 2018). I cambiamenti climatici si affrontano anche attraverso una gestione consapevole e sostenibile dei rifiuti: nel 2017, con tre anni di anticipo rispetto alla deadline definita, il Gruppo in Italia ha avviato al riciclo, al riuso o al compostaggio oltre il 90% dei rifiuti prodotti nei suoi stabilimenti grazie al piano Zero Waste for Disposal.

A questo progetto si accompagnano anche tutte le iniziative sviluppate a livello nazionale e internazionale per migliorare la riciclabilità degli imballaggi. Altro asset strategico del gruppo riguarda l’agricoltura rigenerativa. Oltre 2/3 delle emissioni di Nestlé derivano dalla produzione degli ingredienti che utilizza per i suoi prodotti. Per affrontare il problema delle emissioni generate dall’agricoltura, Nestlé lavorerà insieme ai suoi fornitori per trasformare il modo in cui viene prodotto il cibo, puntando su pratiche di agricoltura rigenerativa.

Salute del suolo: a livello globale un terzo è già stato deteriorato

Per invertire questa tendenza, Nestlé incoraggia gli agricoltori a usare meno o nessun pesticida e ad applicare tecniche come la copertura permanente del suolo, la rotazione delle colture e una minore lavorazione del terreno. Questo contribuirà a conservare più carbonio e acqua nel terreno e a creare suoli e paesaggi più sani. Entro i prossimi cinque anni, l’azienda si procurerà il 20% dei suoi ingredienti chiave dall’agricoltura rigenerativa e arriverà al 50% entro il 2030.

Sostenibilità delle materie prime. I prodotti lattiero-caseari e le alternative vegetali da sempre caratterizzano l’offerta di Nestlé. Per questo il Gruppo sta sviluppando progetti in tutta l’area Emena per rifornirsi da aziende lattiero-casearie a impatto zero e quindi ridurre le emissioni di carbonio. Anche per quanto riguarda l’approvvigionamento di caffè e cacao, l’azienda si impegna affinché la produzione di queste materie prime non sia legata alla deforestazione, che determina maggiori emissioni di carbonio. Infatti, entro il 2025, il 100% del cacao e del caffè utilizzati da Nestlé sarà di provenienza sostenibile.

Per questo, il Gruppo sta lavorando con gli agricoltori per evitare la deforestazione e sta attuando un ambizioso piano di riforestazione. Anche le referenze dolciarie prodotte presso lo stabilimento Perugina di San Sisto rispettano a pieno questi standard di sostenibilità.

“I nostri progetti sulla salute del suolo, su aziende lattiero-casearie a basse emissioni e su cacao e caffè di provenienza sostenibile mostrano risultati promettenti. Siamo fiduciosi che queste collaborazioni con agricoltori e fornitori possano essere ulteriormente estese per raggiungere il nostro obiettivo climatico delle zero emissioni nette” afferma Marco Settembri, ceo di Nestlé per l’Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa.

Nestlé investirà un totale di 3,2 miliardi di franchi svizzeri nei prossimi cinque anni per accelerare lo sforzo verso l’obiettivo delle zero emissioni di gas serra, inclusi 1,2 miliardi di franchi svizzeri per promuovere l’agricoltura rigenerativa.

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