Presto norma per proroga Smart Working anche per privati
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“Pensiamo di inserire una norma di proroga anche per il lavoro privato nel prossimo decreto che faremo per il prosieguo degli ammortizzatori sociali”. Francesca Puglisi, sottosegretaria al ministero del Lavoro e Politiche Sociali, si esprime così sul tema dello smart working in relazione non solo alla pubblica amministrazione.
“Non credo che chi sia in smart working sia in vacanza. Nel lockdown non abbiamo sperimentato smart working ma lavoro a distanza, che si è reso necessario per poter proseguire le attività, molte anche della pubblica amministrazione”, dice a CentoCittà su Radiouno. “Lo smart working nel decreto Rilancio è stato prorogato per il 50% del personale della pubblica amministrazione, per un graduale ritorno alla normalità e per la possibilità di riorganizzare gli uffici in termini di distanziamento sociale ancora necessario perché il virus non è stato debellato. Pensiamo di inserire una norma di proroga anche per il lavoro privato nel prossimo decreto che faremo per il prosieguo degli ammortizzatori sociali”, aggiunge.
“Lo smart working è qualcosa di diverso rispetto al lavoro a distanza, significa ripensare il rapporto con il datore di lavoro, significa una diversa premialità, una nuova valutazione della produttività delle persone. Lo smart working è utile se aumenta la produttività, c’è ancora molta strada da fare per innovare l’organizzazione del lavoro”, afferma ancora. “I diritti da difendere sono i diritti delle donne che non vanno relegate al telelavoro da casa, credo sia utile la contrattazione aziendale per definire e concordare con l’impresa tempi e modalità dello smart working. Altra cosa importante è il diritto alla disconnessione, definire i tempi di vita e di lavoro che non possono essere mischiati in un tutt’uno indissolubile”, afferma.
“Penso che questa sia una fase transitoria per un ritorno alla normalità. Sappiamo quanto sia importante il lavoro di squadra in presenza, le relazioni umane sono importanti e produttive nei luoghi di lavoro”, osserva ancora. “Disabituarsi al lavoro in presenza non aumenta la produttività, ma lo smart working usato con intelligenza, usato non per tagliare i costi di ufficio, può essere utile a migliorare produttività e benessere nei luoghi di lavoro”.
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