È morta Lea Massari, icona del cinema d’autore e degli sceneggiati Rai
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L’attrice si è spenta a 91 anni nella sua casa di Roma. Da decenni lontana dalle scene, aveva conquistato il pubblico con ruoli intensi e sofisticati
È morta a 91 anni Lea Massari, attrice simbolo del cinema d’autore italiano e volto indimenticabile degli sceneggiati televisivi della Rai. La scomparsa è avvenuta lunedì 23 giugno nella sua casa di Roma ed è stata resa nota solo a funerali avvenuti, celebrati in forma privata nella cattedrale di Sutri, nel Viterbese.
Nata come Anna Maria Massatani a Roma il 30 giugno 1933, Massari aveva esordito casualmente nel cinema nel 1954 nel film Proibito di Mario Monicelli. Aveva scelto il nome d’arte in memoria del fidanzato Leo, morto in un incidente poco prima delle nozze.
Dal cinema d’autore alla popolarità internazionale
La svolta arrivò nel 1960 con L’avventura di Michelangelo Antonioni, dove interpretò Anna, la donna misteriosamente scomparsa sull’isola. Subito dopo fu protagonista di Una vita difficile (1961) di Dino Risi accanto ad Alberto Sordi, e di Il colosso di Rodi di Sergio Leone. In Francia divenne celebre grazie a film come Soffio al cuore (1971) di Louis Malle e L’amante (1970) di Claude Sautet, recitando con attori come Jean-Louis Trintignant, Yves Montand, Michel Piccoli e Romy Schneider.
Riconoscimenti e successi
Nel corso della sua carriera trentennale ha ricevuto numerosi riconoscimenti: un David di Donatello per Una vita difficile e I sogni muoiono all’alba (1961), due Nastri d’Argento come miglior attrice non protagonista per La prima notte di quiete (1972) e Cristo si è fermato a Eboli (1978).
Protagonista anche a teatro e in TV
Oltre al cinema, Massari si distinse in teatro, debuttando nel 1960 con Due sull’altalena e interpretando ruoli di grande rilievo come Rosetta in Rugantino (1962). In televisione fu la Monaca di Monza ne I promessi sposi (1967), Agrafena ne I fratelli Karamazov (1970) e una memorabile Anna Karenina (1974), ruolo che le valse l’invito in giuria a Cannes nel 1975.
Gli ultimi anni: il ritiro e l’amore per gli animali
Negli anni ’80 si ritirò progressivamente dalla vita pubblica e si trasferì in Sardegna. Da sempre riservata, dedicò le sue energie alla musica e alla difesa degli animali, sostenendo campagne contro la vivisezione e per la tutela dei canili. Non aveva figli.
Nel 1994, in seguito a difficoltà economiche, mise all’asta la sua collezione di gioielli dichiarando: “Lo faccio per seguire le mie grandi passioni: la musica e i cani”.
Tra i pochi rimpianti, il mancato ruolo in 8½ di Fellini, andato ad Anouk Aimée: “Avrei fatto il salto mortale per quel film”, disse.
Lea Massari lascia un’impronta indelebile nel panorama culturale italiano, con uno stile interpretativo raffinato, mai eccessivo, capace di attraversare generi e confini. Una presenza elegante e intensa, rimasta nel cuore del pubblico italiano e internazionale.
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(con fonte AdnKronos)
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