Rischio pandemia aviaria, Bassetti: “Prepariamoci”, Vaia e Pregliasco cauti
Con l’aumento dei casi di influenza aviaria negli Stati Uniti, cresce la preoccupazione anche in Italia. L’infettivologo Matteo Bassetti ha più volte sottolineato il rischio di una nuova pandemia. Tuttavia, esperti come Vaia e Pregliasco invitano alla vigilanza, pur minimizzando l’allarme
Roma, 16 ottobre 2024 – Il dibattito sull’influenza aviaria continua a intensificarsi, specialmente dopo che negli ultimi sette mesi negli Stati Uniti si sono registrati 20 casi umani e oltre 300 mandrie di bovini infettate. La situazione ha destato particolare preoccupazione in California, con sei nuovi casi umani emersi negli ultimi sette giorni. L’infettivologo Matteo Bassetti, già noto per le sue prese di posizione durante la pandemia da Covid-19, ha espresso nuovamente il suo timore che l’influenza aviaria possa diventare una nuova emergenza sanitaria globale. “Come già detto, è solo questione di tempo“, ha ribadito in un post su X.
Nonostante queste previsioni, non tutti gli esperti condividono la stessa urgenza. Francesco Vaia, direttore della Prevenzione presso il ministero della Salute, ha rassicurato che, pur monitorando la situazione, non c’è motivo di allarmarsi in Italia. “Sull’influenza aviaria leggo e apprendo notizie, ma francamente non ho questa grande preoccupazione“, ha dichiarato Vaia, sottolineando che, sebbene i casi in Italia siano presenti, soprattutto in allevamenti familiari, non si tratta di un’emergenza sanitaria.
Anche Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, ha confermato che la situazione è sotto controllo, con sette focolai registrati in Italia, ma nessun allarme concreto. “La pandemia di Covid ci ha insegnato a prestare attenzione“, ha dichiarato Campitiello, aggiungendo che “l’attenzione tra gli uffici del ministero della Salute è al massimo”.
Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano, ha confermato che il rischio di contagio umano esiste, ma ha invitato alla cautela, soprattutto per contrastare il “negazionismo” rispetto ai rischi futuri. Secondo Pregliasco, “dobbiamo organizzarci e non farci trovare impreparati“.
L’Italia, pur mantenendo un controllo elevato, non è immune a focolai di aviaria. Tuttavia, l’attenzione da parte delle istituzioni sanitarie italiane rimane alta anche su altri fronti. Campitiello ha infatti annunciato che, in vista della diffusione di altre malattie, come la Dengue, sarà convocato a breve un tavolo al ministero della Salute, con esperti e rappresentanti delle Regioni e degli Istituti zooprofilattici.
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(con fonte AdnKronos)
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