Vespa Orientalis, non c’è motivo di allarmarsi
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“Non c’è un allarme Vespa orientalis” e, ad ogni modo, “il rischio che può essere legato alla presenza di calabroni (alieni e non) con il mese di ottobre finirà. Perché ad un certo punto i nidi deperiscono, la colonia si dissolve e fino all’anno successivo quando ricomincerà il ciclo riproduttivo e poi di costruzione del nido questi problemi non ci saranno più”. Così Andrea Monaco, zoologo Ispra, fa il punto con l’Adnkronos sulla presenza dell’insetto in Italia.
Tre le specie di calabroni sul nostro territorio: Calabrone orientale (Vespa orientalis) (“un insetto autoctono, italiano, che non è arrivato da fuori”), Calabrone europeo (Vespa crabro) e Calabrone asiatico (Vespa velutina), unica specie aliena “arrivata nel 2012 in Italia”.
All’attenzione dei media in queste settimane la diffusione della Vespa orientalis. “Nella realtà non c’è un allarme, è più giornalistico ed ha creato scompiglio nelle persone – spiega – C’è un fatto degno di nota: ci siamo accorti negli ultimi anni che questa specie, che fino a qualche anno fa aveva un’area di distribuzione che arrivava al massimo fino alla Campania meridionale, sta allargando la propria area di presenza verso nord anche a causa del riscaldamento del clima. Questo potrebbe essere uno degli ulteriori impatti dei cambiamenti climatici”.
“Abbiamo avuto segnalazioni a Firenze, La Spezia, Genova e una popolazione si è insediata e ha nidificato a Trieste. Quello cui stiamo assistendo questa estate è l’arrivo della Vespa orientalis in maniera più evidente rispetto agli scorsi anni a Roma, dove anche per effetto dell’amplificazione dei media è scaturito un caso. La ricorrenza con cui negli ultimi anni la stiamo vedendo fuori dalla sua area tradizionale di presenza ci fa pensare che stia ampliando la sua area verso nord”, ribadisce l’esperto.
Ma quali sono i rischi per l’uomo? “La Vespa orientalis ha la stessa pericolosità del Calabrone europeo con cui conviviamo da sempre. Non è una specie aggressiva ma può attaccare quando si sente minacciata, in particolare quando percepisce una minaccia in prossimità del nido. Il consiglio che diamo nel caso in cui venga individuato un nido vicino casa, per esempio, è di non intervenire da soli perché quella è una situazione ad elevato rischio di punture multiple. Diversamente, se l’animale entra in casa, il consiglio è: spegnere la luce e lasciare le finestre aperte; se ci agitiamo e cerchiamo di scacciarlo allora c’è il rischio di una reazione da parte dell’insetto”, spiega.
Quanto ad eventuali controlli nelle scuole, in occasione delle aperture, “ok dare un’occhiata a questi edifici rimasti chiusi per settimane ma in ogni caso tutto questo al massimo alla fine di ottobre finirà”.
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(AdnKronos)
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