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L’assegno unico universale (Auu) per i figli, istituito da un decreto legislativo del 2021 a decorrere dal 1° marzo 2022, viene versato alle famiglie attraverso una procedura semplice e innovativa. Ma a chi spetta? La domanda per ricevere l’assegno può essere presentata sul sito dell’Inps, oppure tramite patronato o contact center. Per le domande presentate entro il 30 giugno 2022 saranno pagati gli assegni, se spettanti, a partire da marzo. Non è necessario avere un Isee al momento della domanda, in assenza di tale indicatore, o in presenza di un Isee superiore ai 40mila euro, l’assegno è corrisposto comunque, ma calcolato all’importo minimo previsto dalla norma. I percettori di rdc non devono presentare domanda, ma sarà loro riconosciuto d’ufficio l’assegno da Inps.

La domanda, come compilarla

La procedura per consentire agli utenti di fare domanda di Auu è stata progettata tenendo conto della vastità ed eterogeneità della platea dei potenziali richiedenti (circa 7 milioni, secondo le stime del governo). E’ quindi una procedura estremamente semplice, intuitiva, usabile, che permette di presentare la domanda fornendo pochissimi dati (nella maggior parte dei casi solo il codice fiscale dei figli e dell’altro genitore, se presente, e le modalità di pagamento scelte), selezionare pochi flag (che attestano il possesso di uno dei requisiti previsti dalla norma o permettono una scelta tra diverse soluzioni) e terminare la compilazione delle pagine on line e inviare la domanda in pochissimi minuti.

L’utente accede alla procedura con Spid: troverà quindi precompilati nella prima pagina (dopo la home page che presenta i vari applicativi che permettono la domanda e la sua gestione) i suoi dati anagrafici. Deve quindi inserire i dati dei figli, un figlio alla volta. Le pagine da compilare sono al massimo 3, sono navigabili, e l’utente può sempre tornare in una precedente per modificare i dati già inseriti. Nella prima pagina vanno inseriti il codice fiscale del figlio e dell’altro genitore, va indicato se il figlio è disabile e selezionate alcune opzioni riguardanti il nucleo familiare. Vanno poi scelte le modalità di ripartizione dell’assegno (100% al richiedente, o ripartito al 50% tra i genitori), e flaggate le dichiarazioni circa il possesso dei requisiti per il diritto alle maggiorazioni previste dalla norma.

Nella seconda pagina vanno inserite le modalità di pagamento, che possono essere un iban, un bonifico domiciliato presso uno sportello postale, una carta prepagata con iban, un libretto postale, ed anche un conto corrente estero (area Sepa). In accordo con l’altro genitore, il richiedente, anche in caso di ripartizione al 50%, può inserire le coordinate bancarie dell’altro genitore. Tutte le coordinate fornite saranno sottoposte a prova di titolarità al momento del pagamento. Le scelte sulla ripartizione e le modalità di pagamento possono essere modificate anche in un momento successivo alla presentazione della domanda e anche dopo i primi pagamenti.

Nella terza pagina il richiedente deve flaggare il possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno e accettare il trattamento dei dati personali da parte di Inps. A questo punto può inviare la domanda, ricevendo subito la ricevuta di presentazione e un riepilogo di tutti i contenuti della domanda. Le pagine già compilate possono essere salvate in bozza, e riprese in un secondo momento. Accanto ad ogni dato da inserire o flag/opzione da selezionare sono presenti delle informative, che guidano l’utente (usando un linguaggio semplice, non burocratico). A supporto dell’utenza, nella home page della procedura, sono poi pubblicate le faq, continuamente aggiornate sulla base della interlocuzione (anche via social) con i cittadini.

La domanda, come presentarla via App

La domanda può essere presentata anche tramite app, disponibile su smartphone. Dopo aver presentato domanda, i richiedenti l’assegno possono consultare online le domande presentate, accedendovi dalla medesima home page della procedura. Possono anche modificare le domande già inviate, verificare lo stato dei pagamenti, mese per mese, verificare il calcolo fatto per determinare l’importo, possono integrare la domanda, se lo ritengono, allegando documentazione e chiederne il riesame, a determinate condizioni. L’altro genitore può a sua volta (in maniera opzionale) modificare i propri dati di pagamento e la ripartizione dell’assegno, sempre accedendo a questa sezione della home page. Tutte le modifiche apportate ai dati della domanda vengono automaticamente intercettate e avviano una nuova istruttoria per la revisione del diritto e della misura dell’assegno.

(AdnKronos)

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