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TEMPO REALE – Vaccino Astrazeneca: news di oggi dall’Italia e dal mondo




AstraZeneca, trombosi rare e seconde dosi: le ultime news di oggi dall’Italia e dal mondo sul vaccino anti Covid dopo l’intervento dell’Ema e il cambio di passo nelle somministrazioni. Dopo la raccomandazione Aifa in Italia per il vaccino anglo svedese agli over 60, in Australia arriva invece lo stop al prodotto per gli under 50. In Francia richiami con un altro vaccino – Pfizer o Moderna – per gli under 55.

15.07 – “Il sottocomitato Covid-19 del Comitato consultivo globale dell’Oms sulla sicurezza dei vaccini ha esaminato le informazioni disponibili dall’Europa e altre regioni e ha affermato che una relazione causale tra il vaccino” di AstraZeneca “e il verificarsi di coaguli con piastrine basse è plausibile, ma sono necessarie ulteriori indagini”. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il consueto aggiornamento sulla situazione di Covid-19.

“All’inizio di questa settimana”, ha ricordato il Dg, l’Agenzia europea del farmaco Ema “ha detto che questi insoliti coaguli di sangue insoliti con piastrine basse dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari del vaccino AstraZeneca”. “L’Oms, insieme all’Ema e all’ente regolatorio britannico Mhra, continuano a raccomandare che i benefici di questo vaccino superano il rischio di questi effetti collaterali molto rari”, ha puntualizzato Tedros. “In questo caso il rischio di morte e malattia severa da Covid è molte volte più alto del rischio molto piccolo correlato alla vaccinazione”.

14:21 – “Il vaccino AstraZeneca è consigliato e deve essere utilizzato”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, durante la visita allo stabilimento di Saint-Remy-sur-Avre dove ieri si è iniziare a infialare il vaccino anti-Covid prodotto da Pfizer/BioNTech. “Confido che le autorità sanitarie vi dicano che il vaccino AstraZeneca è consigliato e deve essere utilizzato seguendo queste raccomandazioni e in particolare quelle sulle fasce di età” ha chiarito il presidente, riferendosi al fatto che il siero dell’azienda anglo-svedese in Francia non è consigliato a chi ha meno di 55 anni.

“Non lo usiamo per i più giovani, ma continueremo con i più anziani” ha aggiunto Macron che, a proposito della campagna vaccinale e degli appelli a immunizzare gli insegnanti in vista del nuovo scolastico, ha definito “un’assurdità” dal punto di vista sanitario dare priorità per il vaccino a un docente di 30 anni rispetto ai suoi genitori di 70 anni.

14:11 – “In Veneto non abbiamo avuto grandi abbandoni per AstraZeneca. Tanto è vero che ieri ai colleghi presidenti di Regione ho detto che se hanno vaccini AstraZeneca non utilizzati, ce li prendiamo noi”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, oggi nel corso del punto stampa, nel corso del quale ha assicurato che AstraZeneca “è un vaccino che dà copertura molto elevata rispetto al virus. La percentuale di probabilità di avere conseguenze dall’inoculazione è bassissima. Forse ad attraversare sulle strisce pedonali rischi di più”, ricordando che sotto i 60 anni in questa fase AstraZeneca verrà fatto solo per le seconde dosi.

13.50 – Un nuovo “alert di sicurezza” per il vaccino anti-Covid di AstraZeneca è sotto la lente del Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Agenzia europea del farmaco Ema. Gli esperti dell’ente regolatorio Ue hanno infatti “avviato una revisione per valutare” i dati relativi ad alcune “segnalazioni” di una patologia che si chiama ‘sindrome da perdita capillare’, in persone che sono state vaccinate con il prodotto dell’azienda anglo-svedese. Nel database di EudraVigilance sono stati riportati “5 casi di questo disturbo molto raro, caratterizzato da fuoriuscita di fluido dai vasi sanguigni, che causa gonfiore dei tessuti e calo della pressione sanguigna”, spiega l’Ema in una nota.

In questa fase, puntualizza l’agenzia, “non è ancora chiaro se esista un’associazione causale tra la vaccinazione e le segnalazioni di sindrome da perdita capillare (capillary leak syndrome). Questi rapporti indicano un ‘segnale di sicurezza’, cioè un’informazione su eventi avversi nuovi o modificati che possono essere potenzialmente associati a un medicinale e che richiedono ulteriori indagini”.

Il Prac valuterà tutti i dati disponibili per decidere se una relazione causale è confermata o meno, informa ancora l’Ema. Nei casi in cui una relazione causale è confermata o considerata probabile, è necessaria un’azione normativa per ridurre al minimo il rischio. Di solito assume la forma di un aggiornamento del riassunto delle caratteristiche del prodotto e del foglietto illustrativo. L’Ema comunicherà appena disponibile l’esito della revisione del Prac.

11:35 – Per quanto riguarda Astrazeneca, “l’Ema ha detto che il vaccino è sicuro e non ha dato alcuna controindicazione. L’Autorità regolatoria italiana, prendendo spunto dai Paesi limitrofi con cui ci confrontiamo, Germania, Francia e Belgio, ha dato la raccomandazione di utilizzare questo vaccino per la fascia d’età over 60 e per la seconda dose, per chi l’ha fatta al di sotto dei 60 anni, non c’è alcun problema”. Così il commissario per l’emergenza Covid-19, generale Francesco Paolo Figliuolo, in visita all’hub vaccinale di Bologna con il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

11:34 – Le autorità di Hong Kong hanno deciso di sospendere l’ordine fatto per quest’anno dei vaccini prodotti da AstraZeneca contro il coronavirus per via dei rischi di trombosi. Hong Kong aveva ordinato 7,5 milioni di dosi dall’azienda britannico-svedese che sarebbero dovute arrivare entro la seconda metà del 2021.

Il ministro alla Sanità Sophia Chan ha detto che la fornitura di vaccini è sufficiente, con 15 milioni di dosi di BioNTech e Sinovac. “Anche se abbiamo firmato un accordo di pre-acquisto con AstraZeneca, riteniamo che i vaccini AstraZeneca non verranno forniti a Hong Kong quest’anno, in modo da non causare uno spreco quando il vaccino scarseggia a livello globale”, ha detto Chan.

11:10 – “Non possiamo lasciare i cittadini europei ed italiani in balia delle raccomandazioni. Bisogna decidere e presto”. Lo scrive su Facebook il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, tornando su quanto espresso dall’Ema sugli eventi avversi rari associati al vaccino AstraZeneca e la liberà di scelta lasciata ai singoli stati Ue sulla somministrazione del vaccino.

10.30 – “Io come operatore sanitario sono stato vaccinato con Pfizer. Ma tre membri della mia famiglia, tre giovani donne in Inghilterra e in Italia, sono state vaccinate con il vaccino di Oxford-AstraZeneca. E io raccomanderò a queste tre giovani donne di fare il richiamo. E’ importante che tutti lo facciamo, perché dato al tempo giusto dà il massimo di protezione” contro Covid-19. Lo ha spiegato Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e professore emerito dell’Humanitas University intervenendo a ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1.

Parlando del richiamo con AstraZeneca, l’immunologo ha invitato: “Non facciamoci intimorire dai rarissimi eventi avversi. Sono quelli che succedono molto raramente anche quando veniamo trattati con eparina. E’ importante che le persone sopra i 60 anni si vaccinino con AstraZeneca, questo vaccino funziona nelle persone anziane, e faccia il richiamo chi è già stato vaccinato una prima volta”.

10.20 – “La verità sulla questione AstraZeneca? Questa è una delle storie più disgraziate della medicina moderna. Non perché il vaccino non funzioni, anzi, funziona bene. Ma è come si è arrivati a questo risultato che ha creato perplessità e paure nella popolazione. Ovvio, quindi, che ci sia tanta gente che quando sente quel nome dice no: tutta colpa dei pasticci in fatto di comunicazione”. Parola di Giovanni Di Perri, professore e responsabile delle Malattie infettive all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, in un’intervista alla ‘Stampa’.

In che senso pasticci? “Siamo passati da un vaccino ad una dose, a due dosi. Poi continui cambi di idea sui tempi della seconda dose. Poi sull’efficacia: fino ai 55 anni, poi fino ai 60, ora si dice over 60. Passaggi che per un non addetto ai lavori sono sconcertanti. E generano insicurezza”, commenta. Ma non dovrebbero decidere Ema ed Aifa? “Il guaio è che qui non ha deciso nessuno, e allora mi domando a cosa servono questi organismi? Sentire Locatelli dire che quel vaccino va bene per gli over 60 mi lascia perplesso”. Si immagini i cittadini: uno su quattro dice no. “Le loro obiezioni sono sacrosante. Ma poi bisogna spiegare che conteggiando le dosi fatte in Inghilterra, e analizzando i dati, si scopre che AstraZeneca ha avuto 1,6 casi di reazioni avverse per ogni milione di vaccinati. E questo è confortante”. Resta il fatto che i frigoriferi sono vuoti e le dosi in Italia non arrivano. Non è vero? “Vero”, risponde Di Perri.

“Guardi, Draghi ha fatto bene a dirlo: basta con le interpretazioni regionali. Certe categorie possono aspettare: prima si mettano in sicurezza i più fragili”, sottolinea Di Perri. Quindi l’Italia ha sbagliato per un bel po’? “Il governo centrale a volte un po’ è mancato. Ma resta il fatto che adesso mancano i vaccini”. E allora come si fa? “Speriamo in Johnson & Johnson che, se rispetta gli accordi, ci permetterà di andare veloci”. Ma stiamo parlando del futuro. Intanto la gente è stremata. Si può riaprire? “Andiamoci cauti”, avverte Di Perri. “Se avessi 30 milioni di dosi e potessi decidere io, farei lockdown duro per 15 giorni. Nel frattempo immunizzerei 30 milioni di persone. E poi si riapre. Ora, io capisco chi è sfinito, i problemi del lavoro, la gente che protesta, ma se riparte il virus, e con tutte le varianti in circolazione, sono guai”. Come se ne esce? “Aspettando le forniture. Nel frattempo si tentenna. Si media. E non va bene”.

10.02 – “Nessun vaccino è sicuro al 100%”. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, parte da questa premessa per sottolineare, in un’intervista al ‘Corriere della sera’, che “è invece sicuro al 100% che senza il vaccino continueranno a morire centinaia di persone al giorno”.

“Nessun medicinale è esente da rischi – ribadisce Ippolito – e gli anti Covid-19 non fanno eccezione. Vaccini ultra sicuri e ampiamente utilizzati da decenni hanno anch’essi una percentuale di eventi avversi. Quando proteggiamo i nostri bambini contro il morbillo li esponiamo al rischio – uno su un milione – di sviluppare una complicanza encefalitica acuta. Ma se non li vaccinassimo il rischio sarebbe 500 volte superiore”. E per il Covid? “L’Università di Cambridge ha elaborato un modello matematico che stima qual è il rischio di severi eventi avversi dovuti alla vaccinazione e quale il rischio di finire in terapia intensiva per Covid-19 non vaccinandosi. Ebbene, per una incidenza simile a quella attuale in Italia (200 casi per 100.000 abitanti a settimana), il rischio no-vax è sette volte maggiore al rischio vax per i 20-29enni, 30 volte maggiore per i 30-39enni, 100 volte maggiore per i 40-49enni, 240 volte maggiore per i 50-59enni, 640 volte maggiore per i 60-69enni”.

“La posizione del governo italiano” sul vaccino AstraZeneca, raccomandato per gli ‘over 60’, “in linea con quella di altri grandi Paesi dell’Unione europea come Francia e Germania, è stata ispirata al principio della massima precauzione. Questi rari eventi trombotici associati a bassi livelli di piastrine – chiarisce Ippolito – si sono verificati soprattutto in persone al di sotto dei 6o anni, per lo più di sesso femminile: da qui la raccomandazione per un uso preferenziale sopra i 6o anni. Nei soggetti anziani la valutazione tra benefici e rischi è assolutamente maggiore considerando il rischio di sviluppare una malattia grave, la necessità di terapia intensiva e del rischio di morte”.

9.55 – “No, non c’è stata” una svista in termini di priorità per il vaccino anti-Covid, “perché si era già data la priorità a ultraottantenni e ospiti delle Rsa e pazienti fragili e poi il criterio dell’età era già previsto. Si è rinforzato questo tipo di indicazione sulla base dell’evidenza scientifica di chi rischia di più”. Lo ha puntualizzato il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, intervenendo a ‘Buongiorno’ su Sky Tg24.

“Ed ora è assolutamente importante che nella fascia d’età fra 60 e 79 anni ci sia una larga adesione al vaccino di AstraZeneca che offre chiarissimi vantaggi e benefici in termini di protezione. Uno studio finalizzato dall’università di Cambridge ha rapportato il rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico al vaccino AstraZeneca e il rischio di finire in rianimazione per Covid e in questa fascia età c’è un rischio di 640 volte superiore” legato alla malattia. “Credo che i numeri parlino da soli”, chiosa Locatelli.

9.31 – AstraZeneca in Francia e seconda dose, cambio di passo. Le persone sotto i 55 anni che hanno ricevuto la prima dose di vaccino faranno infatti il richiamo con Pfizer o Moderna. Lo ha anticipato il ministro della Salute, Olivier Veran, mentre l’annuncio ufficiale è previsto nelle prossime ore. “Sarà confermato oggi. E’ perfettamente logico”, ha dichiarato Veran a ‘Rtl’ precisando che l’annuncio arriverà dall’Alta Autorità per la Salute (Has). Le autorità sanitarie francesi hanno raccomandato la somministrazione del vaccino AstraZeneca solo agli over 55.

9.06 – Vaccino AstraZeneca, le autorità australiane hanno deciso di sospendere la somministrazione per le persone di età inferiore ai 50 anni per i rischi di trombosi, sottolineando comunque che i benefici contro il coronavirus sono superiori ai rischi. Nell’annunciarlo, il primo ministro Scott Morrison ha detto ai giornalisti di Canberra che il governo australiano aveva preso le “precauzioni necessarie” e ha agito in base al “miglior consiglio medico”, sebbene la decisione sia stata una delle “battute d’arresto strazianti” nel percorso australiano contro il Covid-19. Finora in Australia sono state somministrate 400mila dosi del vaccino prodotto da AstraZeneca e dall’Università di Oxford. Lo stop di AstraZeneca rallenta la campagna vaccinale in Australia, che non riuscirà a rispettare l’obiettivo che si era prefissato di vaccinare quattro milioni di persone entro aprile.

(AdnKronos)

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