Fonti Palazzo Chigi: “Meloni a Parigi? Da Eliseo nessun invito ufficiale”
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Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni “non ha assunto alcun impegno per una visita a Parigi, né dall’Eliseo è arrivato alcun invito ufficiale”. Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi in replica all’Eliseo, sottolineando come inviti di questo tipo “non si facciano a mezzo stampa”.
Oggi fonti dell’Eliseo, in un briefing con i giornalisti sul vertice di domani in Spagna, hanno detto che ad Alicante, a margine del vertice Med9 di domani, non ci dovrebbe essere alcun incontro bilaterale formale tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, che potrebbe recarsi a Parigi in visita, “aspettiamo una data”. “Al momento non è previsto un incontro bilaterale formale, ovviamente si incroceranno”, hanno fatto sapere le fonti, sottolineando che il presidente francese e la premier italiana si sono già visti due giorni fa a Tirana.
“Per quello che sappiamo Meloni sta ancora cercando una data per la sua visita a Parigi, per la quale si è impegnata a lavorare” dopo le tensioni del mese scorso sull’Ocean Viking. “Siamo in attesa di una conferma da parte loro”, hanno affermato le fonti, secondo cui questo “ovviamente non impedisce che si sviluppino contatti ai margini di tutti i vertici”, come a Tirana, Alicante e Bruxelles la prossima settimana.
Tra Italia e la Francia le divisioni restano sul tema della responsabilità dei salvataggi dei migranti in mare, hanno ammesso fonti dell’Eliseo alla vigilia del vertice Med9 di Alicante, dove il tema sarà oggetto di discussione tra i leader dei 9 Paesi europei del Mediterraneo e mentre a Bruxelles è in corso una riunione dei ministri dell’Interno dei 27. “La questione specifica dell’applicazione del diritto – hanno spiegato le fonti durante un briefing su Med9 in un riferimento al caso della Ocean Viking – che è la questione su cui eravamo divisi con le autorità italiane non è stata risolta. Non abbiamo riscontrato, almeno in questa fase, alcun cambiamento nella posizione delle autorità italiane sull’applicazione del diritto dello Stato di bandiera, mentre noi riteniamo che il diritto preveda la responsabilità primaria degli Stati della zona Sar”.
Detto questo, le fonti hanno sottolineato che si sta collaborando “con i Paesi terzi per poter affrontare la questione in modo molto più ampio, ovvero cioè non solo tra Francia e Italia, perché questo è ciò che è accaduto durante l’episodio dell’Ocean Viking; un certo numero di Paesi terzi, e per di più europei, non sono stati coinvolti nella discussione, che si è concentrata su un confronto franco-italiano, mentre ovviamente va oltre questo… E’ molto importante che tutti i Paesi europei sentano la propria responsabilità e si impegnino in modo costruttivo” sul tema.
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(AdnKronos)
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