Risposta Ue a Trump su Dazi Groenlandia: Bruxelles prepara le contromisure
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L’Unione Europea valuta una reazione economica fino a 93 miliardi contro le misure annunciate dagli Stati Uniti contro i paesi coinvolti nella sicurezza dell’isola artica
La Risposta Ue a Trump su Dazi Groenlandia prende forma a Bruxelles, dove l’Unione Europea valuta una reazione economica fino a 93 miliardi di euro alle misure annunciate dall’amministrazione statunitense. Le iniziative della Casa Bianca colpiscono i Paesi europei coinvolti nella sicurezza dell’isola artica, considerata strategica dagli Stati Uniti.
Nel mirino di Washington figurano Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Olanda, Finlandia e Regno Unito. Secondo quanto comunicato dagli Stati Uniti, dal primo febbraio entreranno in vigore tariffe aggiuntive del 10 per cento sulle importazioni europee, con un aumento previsto fino al 25 per cento a partire dal mese di giugno.
L’obiettivo dichiarato del presidente Donald Trump è rafforzare la pressione politica sull’Europa per favorire un accordo sull’acquisizione della Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca ritenuto essenziale per la sicurezza nazionale americana.
A Bruxelles si sono riuniti gli ambasciatori dei Ventisette per coordinare una linea comune. Secondo il Financial Times, la Risposta Ue a Trump su Dazi Groenlandia potrebbe tradursi in una combinazione di tariffe selettive e provvedimenti che colpirebbero direttamente le aziende statunitensi attive nel mercato europeo.
La strategia europea avrebbe anche una valenza diplomatica, fornendo ai leader dell’Ue strumenti utili in vista del World Economic Forum di Davos, dove Trump è atteso nei prossimi giorni. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha annunciato la convocazione di una riunione straordinaria per rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri.
Secondo Bruxelles, i provvedimenti commerciali annunciati dagli Stati Uniti rischiano di compromettere le relazioni transatlantiche e risultano incompatibili con gli accordi in vigore tra Unione Europea e Washington. Tra i punti fermi indicati da Costa figurano il rispetto del diritto internazionale, la tutela della sovranità nazionale e la solidarietà con Danimarca e Groenlandia.
L’Unione punta comunque a evitare una frattura profonda all’interno della Nato, che avrebbe conseguenze rilevanti sulla sicurezza del continente. La lista delle possibili ritorsioni economiche sarebbe già pronta: elaborata lo scorso anno, era stata sospesa per scongiurare una guerra commerciale su larga scala ed è tornata ora sul tavolo dei negoziati.
Tra le opzioni allo studio figura anche l’uso dell’Anti-Coercion Instrument, lo strumento europeo che consentirebbe di limitare l’accesso delle imprese americane al mercato comunitario. Un’ipotesi considerata estrema, ma non esclusa.
Sul piano geopolitico cresce l’allarme anche tra i Paesi nordici. Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha avvertito che sono in gioco l’equilibrio globale e il futuro della Nato, sottolineando come l’Europa sia più forte quando agisce in modo unitario.
Un possibile ruolo di mediazione potrebbe essere svolto dal segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, che ha confermato di aver discusso con Trump della sicurezza in Groenlandia e nell’Artico, in vista di un confronto diretto durante il vertice di Davos.
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(con fonte AdnKronos)


