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Rebibbia, Francis Kaufmann aggredisce agenti della Penitenziaria
Tensione nel carcere di Rebibbia: l’uomo accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili si scaglia contro gli agenti
Francis Kaufmann Rebibbia — Nuovo episodio di violenza nel carcere romano di Rebibbia, dove ieri pomeriggio Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, ha aggredito gli agenti della Polizia Penitenziaria al termine dell’ora d’aria.
Secondo quanto riferito dall’Osapp, Kaufmann “ha improvvisamente dato in escandescenze, rifiutandosi di rientrare nella propria cella”. Nonostante i ripetuti tentativi di calmarlo, il detenuto ha iniziato a urlare frasi minacciose e a colpire gli agenti intervenuti. Solo l’intervento coordinato della Polizia Penitenziaria, con il supporto del personale sanitario e di sorveglianza, ha permesso di riportare la situazione alla calma dopo momenti di grande tensione.
Alcuni agenti hanno riportato contusioni e ferite, con prognosi fino a cinque giorni.
Denuncia dell’Osapp: “Sistema penitenziario al collasso”
“L’episodio — ha dichiarato il segretario generale Leo Beneduci — è l’ennesima dimostrazione di come nelle carceri italiane la sicurezza del personale sia quotidianamente messa a rischio da soggetti con gravi disturbi comportamentali e da un sistema penitenziario ormai al collasso”.
Beneduci ha chiesto interventi urgenti da parte del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, denunciando la mancanza di mezzi adeguati per garantire la sicurezza degli operatori.
Sovraffollamento a Rebibbia
L’Osapp ha inoltre segnalato che nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, a fronte di una capienza regolamentare di 1.080 posti, si trovano oggi 1.630 detenuti, un sovraffollamento che mette ulteriormente a rischio la sicurezza e la salute del personale.
Il sindacato ha infine rinnovato l’appello alle istituzioni affinché si metta fine all’indifferenza e si avvii un piano strutturale di intervento per tutelare la dignità e la sicurezza degli agenti penitenziari.
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(con fonte AdnKronos)
