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Il Napoli campione d’Italia batte 2-0 la Sampdoria, già retrocessa in Serie B, nell’ultima giornata di campionato. Il match, deciso nella ripresa grazie dal rigore di Osimhen (64′) e dal gol di Simeone (85′), precede la festa scudetto degli azzurri e segna l’addio dell’allenatore Luciano Spalletti al club partenopeo.

Per il capitolo finale il tecnico del Napoli saluta il ‘Maradona’ con la formazione migliore a sua disposizione: Meret in porta, Rrhamani e Ostigard centrali, Di Lorenzo e Mario Rui sulle fasce. A centrocampo Anguissa, Lobotka e Zielinski. Davanti Elmas dal primo minuto, a completare il tridente con Osimhen e Kvaratskhelia. Vittima sacrificale la Sampdoria, già retrocessa, di Dejan Stankovic, anche lui alla sua ultima con i doriani: il serbo schiera Turk tra i pali, Gunter, Amione e Murru sulla linea difensiva. A centrocampo Zanoli, Paoletti, Rincon e Augello. Sulla trequarti Leris alle spalle di Gabbiadini e Quagliarella.

Al 3′ la prima occasione del Napoli con una galoppata centrale di Anguissa che serve alla sua sinistra Kvaratskhelia; il georgiano imbuca per Zielinski che conclude con il mancino da ottima posizione ma manda alto. Al 10′ risponde la Samp con Gabbiadini che arriva in zona trequarti ed imbuca per la corsa di Zanoli ma l’esterno blucerchiato colpisce in scivolata ma trova la risposta in due tempi di Meret. A metà primo tempo sale in cattedra Kvaratskhelia che in pochi minuti conclude due volte verso la porta di Turk ma senza fortuna. Al 23′ è il turno di Osimhen ma di testa manda alto sulla traversa. L’occasione più ghiotta dle primo tempo arriva però per la Sampdoria: al 24′ Gabbiadini crossa verso il secondo palo dove Quagliarella è incredibilmente solo davanti a Meret, ma di testa colpisce male e manda di poco sul fondo.

Il Napoli poi controlla e solo nella ripresa rischia di nuovo: al 58′ Gabbiadini serve Malagrida che entra in area e prova a calciare ad incrociare, ma è bravo Meret a respingere con il corpo. Il Napoli decide quindi di affondare i colpi: al 61′ Zielinski entra in area e serve con un filtrante Osimhen che manda clamorosamente alto solo davanti a Turk ma l’arbitro segnala il fuorigioco. Il nigeriano va a segno poco dopo: al 64′ il numero 9 calcia forte il rigore, rimediato per un fallo di Murru, verso il palo di destra, Turk si butta dalla parte giusta ma non arriva sul pallone. E’ l’1-0 e il gol numero 26 in campionato per Osimhen. La squadra di Stankovic si scompone e al 66′ Turk nega il raddoppio ad Anguissa: cross per Osimhen che fa sponda di testa per Anguissa, il quale colpisce al volo verso la porta ma il portiere doriano respinge e blocca. Spalletti fa entrare in successione tutti gli altri protagonisti della stagione, da Raspadori a Gaetano, da Bereszyński a Simeone e Demme. All’82’ però si fa male proprio il giovane Gaetano, costretto ad uscire lascia il Napoli in dieci uomini. La squadra di Spalletti però non si ferma e all’85’ va a segno con Simeone con una grande conclusione dal limite. All’88’ la standing ovation del Maradona arriva per l’uscita dal campo di Fabio Quagliarella.

“Siamo noi, siamo noi, i campioni d’Italia siamo noi…”. Lo stadio Maradona è una bolgia infernale per la festa scudetto, A Fuorigrotta la coreografia è da brividi. Al fischio di inizio del match contro la Sampdoria la curva B rende omaggio alla storia della città esponendo un maxistriscione con la scritta ‘Città di Parthenope VIII sec. A.C.’, sullo sfondo il Vesuvio e in primo piano il volto di Maradona. Sugli spalti gioia in contenibile dei circa 55mila tifosi accorso per l’ultimo abbraccio ai propri beniamini e l’addio a Spalletti che rende la festa agrodolce. Sempre in curva B un altro lungo striscione: “La nostra terra…le nostre tradizioni…il nostro tricolore!”, Dieci maxischermi allestiti attorno al campo di gioco per lo show finale post partita con la consegna della coppa.

Spalletti, prima della gara, ricorda “il sentimento che c’è stato fra di noi e il coinvolgimento di tutta la città e di tutti i nostri tifosi. Di tutti quelli che avevano nel cuore il desiderio di alzare questa coppa. La cosa più difficile da cui staccarsi? Da tutto quello che si incontra. Sarà difficile staccarsi anche dalle piccolezze perchè tutti vengono coinvolti in questa festa qui. Il Napoli ha insegnato come si festeggia, cosa significa la felicità. Hanno fatto un investimento sul futuro. Ci sono tanti bambini che amano il Napoli e hanno riconosciuto in questi colori quello che sarà il futuro. E noi siamo totalmente felici di questo”, aggiunge.

L’aveva promesso e l’ha fatto. A 92 anni Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli dei tempi d’oro di Diego Armando Maradona, è volato in Argentina, a Buenos Aires, per rendere omaggio alla tomba del Pibe de oro proprio mentre il Napoli chiude il campionato 2022-2023.

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(con fonte AdnKronos)

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