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“Un nuovo round di colloqui faccia a faccia tra Ucraina e Russia si terrà dal 28 al 30 marzo in Turchia”. Lo scrive in un post su Facebook David Arahamiya, leader della maggioranza al Parlamento di Kiev, che fa parte della delegazione ai negoziati.

“Se tutti tagliano i ponti con la Russia, chi parlerà con loro alla fine?”. Si è espresso così il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, in dichiarazioni riportate dalla Trt. Secondo Kalin, “gli ucraini vanno sostenuti con ogni mezzo possibile in modo che possano difendersi” dall’invasione russa e al contempo “le ragioni russe vanno ascoltate, in un modo o nell’altro“.

NO KIEV REFERENDUM – Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che”eventuali falsi referendum nei territori temporaneamente occupati sull’adesione alla Federazione Russa non saranno riconosciuti dall’Ucraina e dal mondo“. “I tentativi dei russi in questo modo di alzare la posta, di minare la sovranità ucraina, non avranno successo. Per l’Ucraina, la questione dell’integrità territoriale e della sovranità è fondamentale”, conclude Yerkmak.

“Credo nel prossimo futuro si terrà un referendum nel territorio della repubblica” e “la popolazione” esprimerà “la propria opinione sull’adesione alla Federazione russa” ha detto oggi il leader dell’autoproclamata repubblica popolare di Luhansk, Leonid Pasechnik, in dichiarazioni riportate dall’agenzia russa Tass. “Sono sicuro – ha ribadito – che sarà così”.

CIVILI UCCISI DA INIZIO CONFLITTO – Sono oltre 1.100 i civili morti e quasi 1.800 i feriti dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Lo riferisce l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nell’aggiornamento delle vittime del conflitto pubblicato oggi. Secondo i dati riportati dall’agenzia Onu, al 26 marzo ci sono stati 1.119 morti e 1.790 feriti tra i civili ucraini. Le vittime sono al momento state identificate in 224 uomini, 168 donne, 32 ragazzi e 15 ragazze, oltre a 52 bambini e 628 adulti in attesa di identificazione. I feriti sono stati identificati in 201 uomini, 150 donne, 32 ragazze e 24 ragazzi, oltre a 70 bambini e 1.313 adulti in attesa di identificazione.

L’Onu sottolinea che le cifre reali “sono notevolmente superiori, soprattutto nel territorio controllato dal governo e soprattutto negli ultimi giorni”, per la mancanza di informazioni da alcuni luoghi dove si sono verificate intense ostilità e molti dettagli delle vittime “sono ancora in attesa di verifica”.

Le Nazioni Unite inoltre “prendono atto” del rapporto della Procura generale ucraina, secondo il quale alle 8 (ora locale) del 26 marzo. erano stati uccisi 139 bambini e 205 erano rimasti feriti.

INTELLIGENCE UCRAINA – L’intelligence ucraina ritiene che la Russia stia cercando di dividere in due il Paese, dopo oltre quattro settimane di guerra a seguito dell’invasione russa. Per il capo dell’intelligence militare di Kiev, Kyrylo Budanov, “è un tentativo di creare una Corea del Nord e una Corea del Sud in Ucraina”, come riportano notizie diffuse su Facebook dalla direzione centrale di intelligence del ministero della Difesa e riportate da Ukrinform.

Secondo le dichiarazioni, “dopo i fallimenti vicino Kiev e l’impossibilità di rovesciare il governo centrale dell’Ucraina”, c’è “motivo di credere” che Putin stia “considerando uno scenario ‘coreano’ per l’Ucraina”, ovvero “cercherà di imporre una linea di divisione tra le regioni del nostro Paese occupate e quelle non occupate” perché “non è assolutamente in grado di assorbire l’intero Stato”.

Stando a Budanov, “stiamo già vedendo tentativi di creare autorità ‘parallele’ nei territori occupati”, ma “la resistenza dei nostri cittadini e le proteste nei territori occupati, le controffensive delle Forze armate ucraine e la graduale liberazione dei territori complicano in modo significativo l’attuazione dei piani del nemico”. Promettendo che presto scatterà una “guerriglia” nei territori in mano ai russi, la conclusione è che alla fine “resterà” un solo “scenario” per i russi, “come sopravvivere”.

(AdnKronos)

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