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Gioco illegale, le misure per contrastarlo

Difficile giungere ad una regolamentazione comune del gioco in Europa ma il contrasto all’illegalità rappresenta una delle priorità degli enti regolatori di settore. L’obiettivo è garantire agli utenti un gioco trasparente e combattere l’evasione fiscale. Gli strumenti messi in campo sono principalmente tre: il ricorso alle blacklist, lo stop alle pubblicità, monitorare i pagamenti. Ogni Stato però attua una differente normativa. In Italia, ad esempio, il Decreto Dignità ha vietato qualsiasi forma di pubblicità del gioco d’azzardo in tv e sui mezzi di informazione, incluse le sponsorizzazioni a società sportive. Ciò non avviene in altri paesi.

L’Italia è da sempre in prima linea nel combattere i siti di gioco non autorizzati. Secondo una recente indagine, sono stati bloccati oltre 7mila domini legati al gioco d’azzardo, il numero più alto rilevato tra tutti i paesi Ue. Altri hanno adottato misure più soft, in quanto sostengono che oscurare i siti sia una misura inutile poiché facilmente aggirabile. I fautori delle blacklist la ritengono invece un buon deterrente, “suonando” come un campanello d’allarme per il giocatore, più propenso a rivolgersi a piattaforme di gioco autorizzate. In questo contesto, un aiuto per i giocatori viene dato da quei magazine che si occupano di recensire i siti di gioco come bonuspercasino.com, al cui interno si può trovare l’elenco dei casino online legali in Italia.

Con riguardo alla pubblicità sul gioco, è vietata nel nostro paese dopo che nel luglio scorso sono entrate in vigore le misure decise dal citato Decreto Dignità. Una normativa che ha causato malessere proprio tra gli operatori titolari di regolare concessione, considerata dagli stessi l’unica forma per distinguersi dai siti illegali. Una nuova legge che riguarda principalmente i portali di scommesse e casino online, il cui mercato è stato registrato in forte crescita nel 2018, con risvolti positivi anche per le casse dell’erario. Ogni Stato membro attua regole differenti e in contrasto tra loro. Ad esempio in Spagna la pubblicità viene usata proprio per contrastare il gioco illegale, pur prevedendo lo stop a spot in tv sui giochi d’azzardo in determinate fasce orarie (6:00-22:00). In Francia invece si punta a mettere in risalto in ogni singolo spazio pubblicitario opportuni messaggi di prevenzione.

Appare molto difficile da attuare anche il blocco dei pagamenti, vista la complessità di coprire tutti i sistemi oggi disponibili sul mercato, dalla miriade di portafogli elettronici alle numerose carte di debito e credito in circolazione, rendendo un’impresa individuare e separare le transazioni illecite da quelle legali.

In definitiva servirebbe una maggiore cooperazione tra gli stati membri ma finché l’attuazione delle normative sul gioco rimangono così differenti tra loro, una regolamentazione uniforme del settore appare ancora molto lontana.

 

 

 

(AS)

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