Pyongyang alza la posta: ripresi test missilistici, protesta di Seul
Prima l’avvicinamento con la Corea del Sud, poi gli incontri con gli Stati Uniti e lo stop improvviso al faccia a faccia in Vietnam tra Donald Trump e Kim Jong-un. Da quel momento la Corea del Nord sta tornando a percorrere la strada della ricerca nucleare e la costruzioni di nuovi missili e anche di un sottomarino che sia in grado di lanciare le testate nucleari a 1000 km di distanza dall’obiettivo. Così Pyongyang lancia un messaggio agli americani, di forza, ribadendo in questo modo di voler discutere e dialogare, ma solo se vi sarà un cambio di direzione per quel che riguarda le sanzioni a cui è sottoposta la Corea del Nord, un po’ in scala leggermente ridotta, a quanto stia già facendo l’Iran, che invece coinvolge anche l’Europa e soprattutto il Regno Unito.
Così oggi i nordcoreani hanno testato due missili a corto raggio che sono stati lanciati dalla città orientale di Wonsan, percorrendo una distanza di circa 450 km prima di inabissarsi nel Mar del Giappone. L’informazione arriva dallo stato maggiore militare della Corea del Sud e non vi alcun comunicato nordcoreano in tal senso, ne è dato sapere se il leader del regno eremita Kim Jong-un abbia assistito ai lanci. Seul ha con forza condannato i lanci dei due missili, preoccupata perché questo nuovo test nordcoreano rischia di far saltare in aria gli sforzi fatti per allentare la tensione nella penisola coreana. Anche il Giappone, per bocca del proprio ministro della Difesa, ha definito “estremamente deplorevoli”, i test di oggi partiti da Wonsan.
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