Decreto bollette 2026, sconti per famiglie e imprese
Il governo approva il provvedimento con nuovi contributi per famiglie vulnerabili e imprese. Previsti sconti diretti in bolletta e misure strutturali sul costo dell’energia
Sostegni alle famiglie vulnerabili – Il Decreto bollette 2026 prevede un pacchetto di misure che, secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, garantirà risparmi e benefici diretti per oltre 5 miliardi di euro a favore di famiglie e imprese.
Per le famiglie in maggiore difficoltà viene rafforzato il bonus sociale. Attualmente la misura raggiunge 2 milioni e 700mila nuclei vulnerabili. A questi si aggiunge un contributo ulteriore di 115 euro l’anno sulla bolletta elettrica, che si somma ai 200 euro già previsti, portando il sostegno complessivo a 315 euro annui.
Dal 1° gennaio 2026 la soglia Isee per accedere al bonus sociale è fissata a 9.796 euro per nuclei fino a tre figli, mentre resta a 20.000 euro per famiglie con almeno quattro figli.
Nel 2026 il bonus sociale energia varierà tra 146 e 204 euro annui in base alla composizione del nucleo. A questo si aggiunge il nuovo contributo, con un risparmio complessivo che può superare i 300 euro annui sulla bolletta elettrica.
Non è necessario presentare domanda: l’erogazione avverrà tramite incrocio delle banche dati Inps e Arera. È però indispensabile avere un Isee 2026 in corso di validità.
Contributi per chi non percepisce il bonus sociale
Il Decreto bollette 2026 introduce inoltre un contributo fino a 60 euro per circa 4,5 milioni di famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro che non sono titolari del bonus sociale.
Il contributo, riconosciuto su base volontaria dai venditori di energia elettrica, copre i costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Possono accedervi i clienti domestici residenti intestatari di una fornitura per l’abitazione di residenza, con Isee sotto i 25 mila euro e non beneficiari di altri bonus.
Sono previsti anche requisiti di consumo:
- meno di 0,5 MWh nel primo bimestre dell’anno;
- meno di 3 MWh nei 12 mesi precedenti.
Altroconsumo ricorda che sarà necessaria una delibera di Arera per rendere operative le modalità tecniche. I primi riconoscimenti potrebbero arrivare con le bollette estive.
Misure per le imprese
Sul fronte imprese, il Decreto bollette 2026 contiene un pacchetto di norme che incide sui costi del gas e riduce il prezzo finale dell’energia elettrica.
Secondo le stime fornite dal governo:
- un artigiano o piccolo ristoratore potrà risparmiare oltre 500 euro l’anno sulla bolletta elettrica e 200 euro su quella del gas;
- per le Pmi di dimensioni maggiori il beneficio stimato arriva fino a 9.000 euro annui sull’elettricità e 10.000 euro sul gas;
- le grandi imprese gasivore possono ottenere riduzioni superiori a 220.000 euro annui sul gas.
Sono previsti contributi complessivi pari a 431 milioni nel 2026, 500 milioni nel 2027 e 68 milioni nel 2028, con uno sconto stimato di 3,4 euro/MWh nel 2026, 4 euro/MWh nel 2027 e 0,54 euro/MWh nel 2028. Ulteriori 850 milioni sono destinati a riduzioni pari a 6,8 euro/MWh.
Le risorse derivano da un aumento di due punti percentuali dell’aliquota Irap per alcune imprese energetiche e dalla riduzione dei tempi di versamento degli oneri di sistema.
Disaccoppiamento tra elettricità e gas
Tra le novità principali figura l’introduzione di un meccanismo che punta al disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas.
Il provvedimento promuove l’utilizzo dei Power Purchase Agreement (PPA) da parte delle Pmi, favorendo contratti a lungo termine per energia rinnovabile a costi inferiori. È previsto il ruolo di garante di ultima istanza per il Gse e la promozione dell’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria e Acquirente Unico.
Sono inoltre previste:
- misure per la valorizzazione del gas stoccato dal Gse e da Snam;
- semplificazione del Gas release per incrementare l’estrazione nazionale;
- interventi a tutela dei settori ad alta intensità energetica;
- eliminazione dello spread TTF-PSV pari a circa 2 euro/MWh, entro un limite massimo di spesa di 200 milioni di euro.
Ulteriori disposizioni riguardano la riduzione degli oneri generali di sistema, il rafforzamento della concorrenza sui mercati elettrici e misure per gli impianti rinnovabili e termoelettrici.
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(con fonte AdnKronos)
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