Raid israeliani contro Hezbollah in Libano, uccisi otto miliziani
L’aviazione israeliana colpisce tre centri di comando nella Valle della Beqaa. Crescono i timori di un coinvolgimento di Hezbollah in un nuovo conflitto legato alle tensioni tra Stati Uniti e Iran
Raid israeliani contro Hezbollah in Libano nelle ultime settimane, con un’intensificazione degli attacchi aerei che, secondo le valutazioni israeliane, mirano a prevenire un possibile ingresso del gruppo sciita filo-iraniano in un nuovo conflitto contro Israele.
Nella notte di venerdì, l’Aeronautica militare israeliana ha colpito tre centri di comando appartenenti alla forza missilistica di Hezbollah nella Valle della Beqaa, nel Libano orientale. Secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), nell’operazione sono stati uccisi otto miliziani, tra cui un comandante di alto livello.
L’Idf ha dichiarato che la forza missilistica del gruppo stava lavorando recentemente per migliorare la propria capacità di lanciare razzi contro Israele. Gli attacchi, secondo fonti militari, erano finalizzati a degradare le capacità missilistiche e razzistiche di Hezbollah nel caso in cui il gruppo decidesse di riprendere le ostilità.
Pressioni iraniane e scenari regionali
Le tensioni tra Washington e Teheran alimentano i timori di una nuova escalation nella regione. Secondo valutazioni israeliane, l’Iran starebbe esercitando pressioni su Hezbollah affinché si unisca a un eventuale conflitto contro Israele.
Durante la guerra di 12 giorni con l’Iran a giugno, il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, avrebbe ricevuto diverse richieste — ma non ordini — da Teheran per entrare nel conflitto, rifiutando tuttavia il coinvolgimento diretto, secondo funzionari israeliani.
In caso di scontro tra Stati Uniti e Iran, Teheran potrebbe attivare le proprie forze alleate nella regione contro Israele, inclusi Hezbollah, i ribelli Houthi nello Yemen e milizie in Iraq. Anche il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) potrebbe lanciare attacchi.
Hezbollah è considerato da Israele il principale alleato regionale dell’Iran e uno strumento di deterrenza strategica lungo il confine settentrionale israeliano. Tuttavia, il rifiuto di giugno era stato interpretato come un segnale di relativa autonomia del gruppo, allora impegnato a ricostruire le proprie capacità dopo la guerra del 2024.
Negli ultimi dodici mesi, secondo le valutazioni israeliane, l’Iran avrebbe fornito a Hezbollah circa un miliardo di dollari, rafforzando la propria influenza sul gruppo. L’emittente saudita Al-Arabiya ha riferito che ufficiali dell’Irgc avrebbero assunto un ruolo diretto nel coordinamento delle attività di Hezbollah in vista di un possibile conflitto con Stati Uniti e Israele, incontrando anche membri dell’unità missilistica nella Beqaa, area colpita venerdì.
Bilancio degli attacchi e capacità residue
I raid israeliani contro Hezbollah in Libano si inseriscono in una campagna quasi quotidiana avviata dopo il cessate il fuoco del novembre 2024, che aveva posto fine a un anno di conflitto. Secondo l’Idf, dall’entrata in vigore della tregua sono stati uccisi oltre 400 miliziani di Hezbollah e di gruppi alleati.
L’attacco di venerdì notte contro la forza missilistica è stato tra i più letali dall’inizio del cessate il fuoco. Hezbollah ha confermato la morte di otto membri, tra cui Hussein Mohammed Yaghi, definito “comandante”, una qualifica riservata raramente a ufficiali di alto rango.
Non vi sono indicazioni che tra le vittime vi fossero membri dell’Irgc
Israele sostiene di aver distrutto tra il 70% e l’80% delle capacità di lancio di razzi del gruppo. Tuttavia, Hezbollah disporrebbe ancora di diverse migliaia di razzi, in prevalenza a corto raggio, oltre a diverse centinaia di missili a medio e lungo raggio in grado di colpire in profondità il territorio israeliano.
Stato di allerta elevato
Dal gennaio scorso, l’esercito israeliano mantiene un alto livello di allerta, rafforzando in particolare la difesa aerea, i piani operativi e le attività di intelligence, oltre alla preparazione del Comando del fronte interno.
Il rafforzamento militare statunitense nella regione e le minacce del presidente Donald Trump di colpire l’Iran — prima per la repressione delle proteste interne e poi per il programma nucleare — hanno contribuito ad accrescere la tensione.
Le autorità israeliane hanno ribadito che reagiranno a eventuali attacchi iraniani. Il capo di Stato maggiore dell’Idf, generale Eyal Zamir, ha dichiarato che l’esercito mantiene “gli occhi aperti in ogni direzione” e che il livello di prontezza è ai massimi.
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(con fonte Times of Israel)
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