Proteste in Iran, morti negli scontri: cresce la tensione dopo le parole di Trump
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Le proteste in Iran si estendono dopo il crollo del rial: morti e feriti negli scontri con le forze di sicurezza. Oggi Donald Trump minaccia un intervento Usa, Teheran avverte: “Linea rossa sulla sicurezza nazionale”
Le proteste in Iran continuano ad allargarsi e a intensificarsi dopo il crollo del rial e il peggioramento della crisi economica, con un bilancio di morti e feriti negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. Le dimostrazioni, iniziate domenica a Teheran, si sono estese rapidamente ad altre città del Paese, in particolare nelle regioni occidentali e sud-occidentali.
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Fars, almeno due persone sono morte a Lordegan, nel sud-ovest dell’Iran, durante scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. Altre tre vittime sono state segnalate ad Azna e una a Kouhdasht, nell’ovest del Paese. Le autorità parlano di disordini violenti, mentre organizzazioni per i diritti umani sostengono che le persone uccise fossero manifestanti colpiti durante la repressione.
Il gruppo Hengaw, che monitora la situazione dei diritti umani nelle regioni curde, afferma che le vittime di Lordegan erano civili scesi in piazza per protestare contro l’aumento dei prezzi e il deterioramento delle condizioni di vita. A Kouhdasht, invece, le versioni divergono: i media ufficiali parlano della morte di un agente delle forze di sicurezza, mentre i manifestanti sostengono che la vittima fosse uno di loro, ucciso a colpi d’arma da fuoco.
Le proteste in Iran nascono dal forte disagio economico, aggravato dal crollo della valuta nazionale e dall’inflazione crescente. Le manifestazioni, inizialmente pacifiche, hanno assunto in diversi casi un carattere violento, con lanci di pietre e scontri notturni. Le autorità hanno segnalato anche numerosi feriti tra polizia e milizie Basij.
È in questo contesto che, solo oggi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto pubblicamente, affermando che Washington sarebbe pronta a intervenire nel caso in cui l’Iran dovesse reprimere in modo violento i manifestanti pacifici. Le dichiarazioni di Trump hanno contribuito ad alzare ulteriormente la tensione internazionale attorno alle proteste in Iran, già al centro dell’attenzione mediatica.
La risposta di Teheran è arrivata attraverso Ali Larijani, consigliere della Guida Suprema Ali Khamenei, che ha messo in guardia gli Stati Uniti da qualsiasi interferenza negli affari interni iraniani. “La sicurezza nazionale dell’Iran è una linea rossa”, ha scritto Larijani, avvertendo che un intervento americano destabilizzerebbe l’intera regione.
Anche Ali Shamkhani, alto consigliere per la sicurezza nazionale, ha ribadito che l’Iran respingerà ogni tentativo di ingerenza esterna, ricordando i precedenti interventi militari statunitensi in Medio Oriente. Secondo Teheran, le proteste in Iran sono una questione interna e non possono diventare il pretesto per pressioni o azioni straniere.
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(con fonte AdnKronos)
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