Ue, stretta sui visti per i cittadini russi dopo sabotaggi e droni
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L’Unione europea introduce nuove restrizioni sui visti multipli ai russi per motivi di sicurezza, dopo i recenti episodi di droni e sabotaggi sul territorio europeo.
La stretta sui visti per i cittadini russi è ufficiale: l’Unione europea ha deciso di limitare gli ingressi multipli per motivi di sicurezza, in seguito ai ripetuti episodi di sabotaggio e incursioni di droni sul territorio europeo. L’Alta rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, ha annunciato la decisione spiegando che “iniziare una guerra e aspettarsi di muoversi liberamente in Europa è difficile da giustificare. Viaggiare nell’Ue è un privilegio, non un diritto acquisito”.
La Commissione europea ha precisato che i cittadini russi non potranno più ottenere visti per ingressi multipli, ma dovranno richiederne uno nuovo per ogni viaggio. “L’obiettivo è ridurre i rischi per la sicurezza pubblica e l’ordine interno, mantenendo eccezioni solo per giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani”, si legge nel comunicato ufficiale.
Sicurezza e droni: l’Europa alza le difese
La decisione arriva dopo una serie di incursioni di droni registrate negli aeroporti europei. In Belgio, lo scalo di Liegi è stato costretto a sospendere temporaneamente i voli in due diverse fasce orarie, tra giovedì e venerdì. Episodi simili erano già avvenuti anche a Bruxelles, alimentando i timori di operazioni di spionaggio e sabotaggio.
“Abbiamo visto chiusure aeroportuali in Belgio e incursioni di droni in Svezia: è chiaro che si tratta di guerra ibrida e che l’Europa è a rischio”, ha dichiarato Thomas Regnier, portavoce della Commissione Ue. Bruxelles conferma che la tabella di marcia per la difesa europea contro i droni è una priorità assoluta: i lavori inizieranno nel primo trimestre del 2026, con l’obiettivo di rendere operative le misure entro la fine dell’anno.
La Russia rivendica un’avanzata a Zaporizhzhia
Sul fronte militare, Mosca ha annunciato di aver preso il controllo della località di Uspenovka, nella regione di Zaporizhzhia. Il ministero della Difesa russo ha definito l’operazione “una liberazione”, ma da parte ucraina non sono ancora arrivate conferme.
Nel frattempo, il Cremlino ha smentito con forza le voci di una presunta rottura tra Sergei Lavrov e Vladimir Putin. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito “completamente false” le indiscrezioni secondo cui il ministro degli Esteri sarebbe “caduto in disgrazia”. Le voci erano state diffuse dal Moscow Times e rilanciate da Sky News, secondo cui Lavrov sarebbe stato criticato per una conversazione con il segretario di Stato americano Marco Rubio, preludio a nuove sanzioni statunitensi.
Nonostante le speculazioni, Lavrov – in carica dal 2004 – resta il ministro degli Esteri più longevo della Federazione Russa, anche se la guida della delegazione al prossimo G20 sarà affidata al vice capo di gabinetto del Cremlino, Maxim Oreshkin.
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(con fonte AdnKronos)
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