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Stop alle auto inquinanti dal 2035, la presidenza svedese dell’Ue ha deciso di rimandare la decisione in Coreper sugli obiettivi di emissione per i mezzi “dal 7 marzo ad un Consiglio più avanti. Il Coreper tornerà sulla questione a tempo debito”. Lo comunica via social uno dei portavoce della presidenza.

“Il rinvio a data da destinarsi del voto Ue sullo stop alla vendita, dal 2035, di auto nuove diesel e benzina, è un successo del governo italiano. Come Fratelli d’Italia abbiamo sostenuto sin da subito che l’auto elettrica non è ad oggi un veicolo alla portata di tutti, sia per i costi, sia la per gestione. Il termine del 2035, stabilito dal Parlamento europeo e che mette al bando l’uso delle auto a motore, è troppo breve, sia per permettere ai cittadini di adeguarsi, sia per le industrie italiane che dovrebbero produrle, smantellando di fatto un’intera filiera. Questo stop accoglie le nostre rimostranze: l’augurio è che il buonsenso continui a prevalere”, il commento di Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Il “rinvio” del Consiglio dell’approvazione del regolamento sulle emissioni delle auto “e le forti tensioni politiche sullo stop a diesel e benzina dal 2035 segnalano che sta saltando il tentativo del vicepresidente Frans Timmermans, e della componente più ideologizzata della Commissione, di rovesciare l’assetto dell’industria e della mobilità Ue secondo lo schema intransigente del ‘solo elettrico’. Per loro è già una sconfitta politica ed è un severo monito alla cosiddetta ‘maggioranza Ursula’ che regge la Commissione: sulla transizione ecologica l’esecutivo Ue sta sbagliando”, sottolinea l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, relatore del Ppe in commissione Trasporti sul regolamento emissioni per le auto nuove e i veicoli leggeri.

O la Commissione “corregge subito il tiro – prosegue Salini – oppure saranno i cittadini a imporre il cambiamento, spazzandola via con il voto europeo del 2024. La fermezza del governo italiano sul principio di neutralità tecnologica, la preoccupazione diffusa tra i Paesi Ue e nella filiera automotive europea, che verrebbe falcidiata da un’elettrificazione imposta e irresponsabile, e l’insistenza di parte del governo tedesco contro l’eliminazione completa del motore endotermico, mettono radicalmente in discussione l’approccio ultra-green di Bruxelles”.

“Restiamo fortemente contrari ad un passaggio forzato all’auto elettrica – continua – che non solo distruggerebbe migliaia di aziende e posti di lavoro nell’automotive, ma sarebbe una scelta dannosa anche sul piano ambientale, in quanto i futuri mezzi elettrici rischiano di essere alimentati da energia ‘non pulita’, spostando semplicemente le emissioni in altri settori dell’economia o in altri Paesi”.

“Grande soddisfazione della Lega per il rinvio del provvedimento sullo stop alla produzione di veicoli benzina e diesel dal 2035. È un obiettivo raggiunto anche grazie all’intesa con altri Paesi europei a partire dalla Germania, un accordo reso possibile dalle relazioni dirette del Vicepremier e Ministro Matteo Salvini”., quanto si legge in una nota della Lega. “Non a caso, Salvini ieri ne aveva discusso con l’omologo tedesco Volker Wissing. Con questo governo, l’Italia sa farsi valere sui tavoli internazionali per difendere milioni di posti di lavoro”, conclude.

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