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I comuni italiani che ricevono più entrate per tasse e imposte

Nei bilanci comunali una delle principali voci di entrata riguarda tasse, imposte e proventi assimilati. Si tratta di somme necessarie ai comuni per l’erogazione e la gestione dei servizi.

La parte dedicata alle entrate all’interno dei bilanci comunali è divisa in diverse sezioni. Una di queste si chiama “Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa“. Al suo interno sono presenti molte voci, tra cui “Imposte, tasse e proventi assimilati“. In termini quantitativi questa è la voce di entrata più importante del bilancio, perché si riferisce a diversi tipi di contribuzione che cittadini e imprese riversano nelle casse comunali.

Nello specifico, in “imposte, tasse e proventi assimilati” vengono inserite le somme relative alle entrate per diversi tipi di imposte e tasse. Quella sulle abitazioni, l’addizionale comunale Irpef, l’imposta comunale propria, le tasse sulle concessioni di competenza comunale, sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche, sui servizi comunali (Tasi) e sulla pubblicità in strada o per le affissioni pubbliche.

L’incidenza percentuale delle entrate per tasse, imposte e proventi assimilati, rispetto al totale delle entrate, nei comuni con popolazione superiore ai 200mila abitanti (2019)

I dati mostrano il rapporto percentuale tra gli importi “Imposte, tasse e proventi assimilati” e gli importi di tutte le entrate nel bilancio delle rispettive città. Entrate maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le entrate relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti, non sono disponibili i dati di Palermo e Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

 

La voce di entrata relativa alle tasse e alle imposte è molto rilevante nel bilancio comunale, tanto che, per esempio, a Verona, Bari e Padova le entrate per tasse e imposte rappresentano quasi la metà del totale delle entrate in bilancio.

Tra le grandi città, quelle dove tasse e imposte incidono meno sulle entrate in bilancio sono invece Messina (18,6% del totale), Firenze (16%) e Napoli (12,1%).

Fra questi comuni, vediamo quali sono quelli che incassano più somme per le tasse e le imposte, in relazione alla popolazione, tra le grandi città, Venezia e Milano sono quelle che incassano più risorse derivanti da tasse

Entrata pro capite per tasse, imposte e proventi assimilati nelle città con più di 200mila abitanti (2019)

Tra i grandi comuni italiani Venezia è quello che registra un’entrata maggiore per tasse e imposte: 1.405,97 euro pro capite. Seguono Milano (1.035,84), Bologna (838,9), Roma (834,54) e Firenze (802,22).

In fondo alla classifica troviamo Trieste, con 568,47 euro pro capite, Napoli (486,23) e Messina (397,3).

Venezia primeggiava tra i comuni più popolosi già nel 2016, ma è un’altra la città che nel corso degli anni ha registrato il maggiore aumento delle entrate per tasse.

In tutte le città considerate le entrate per tasse sono aumentate tra il 2016 e il 2019. Roma è però quella che registra l’aumento più evidente, pari al 20,3% in quattro anni.

Negli anni anche l’amministrazione comunale di Venezia è passata da 1.234,18  a 1.405,97 euro pro capite, facendo registrare un aumento del 13,9%.

Considerando tutti i comuni italiani, tra le prime posizioni troviamo note località turistiche. Trattandosi di piccoli comuni, è possibile che queste somme possano derivare da tipi di tasse e imposte legate al turismo, come per esempio le tasse di soggiorno o per l’occupazione del suolo pubblico per attività di ristorazione.

Tra tutti i comuni del paese quello ad incassare di più è Portofino, in Liguria (9.122,95 euro pro capite), seguito due località turistiche montane: Courmayeur (Aosta) e Sestriere (Torino), che vedono entrare nei rispettivi bilanci 4.740,61 e 4.740,51 euro pro capite.

Esaminando la situazione per regioni, notiamo che i comuni della Valle d’Aosta sono quelli che in media registrano maggiori entrate (1.162 euro pro capite), seguiti dai liguri (869) e dai toscani (670,78).

I comuni che in media incassano di meno si trovano, invece, in Calabria (324,47 euro pro capite), Basilicata (308,95) e Sardegna (308,32).

FONTEopenbilanci – consuntivi 2019

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