Negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman: prudenza dopo il primo round
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Otto ore di colloqui a Muscat senza progressi concreti sul dossier nucleare
I negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman si sono chiusi senza risultati concreti dopo otto ore di confronto a Muscat. L’avvio del dialogo tra Teheran e Washington viene considerato un segnale diplomatico rilevante, ma il clima resta improntato alla cautela e l’ottimismo appare limitato.
Al tavolo erano presenti il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e, per Washington, gli emissari del presidente Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner. A fine giornata, gli Stati Uniti hanno annunciato dazi del 25% contro i Paesi che acquistano beni e servizi dall’Iran, aumentando la pressione economica su Teheran.
Secondo fonti iraniane informate sull’esito dell’incontro, citate dall’Adnkronos, dai negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman “non è emerso nulla di rilevante”. Il vertice viene interpretato come un primo contatto per riaprire il dialogo nell’ambito di un possibile terzo ciclo negoziale tra i due Paesi.
Le stesse fonti sostengono che Washington avrebbe rinunciato a condizioni preliminari considerate da Teheran “massimaliste” pur di avviare il confronto. Tuttavia, la posizione americana resta legata alle decisioni finali della Casa Bianca, mentre sullo sfondo resta la presenza militare statunitense rafforzata in Medio Oriente.
Il ruolo dell’Oman si conferma centrale come mediatore. Nonostante lo sforzo diplomatico di Muscat, le parti sono rimaste ferme sulle rispettive posizioni, anche se le autorità omanite hanno parlato di colloqui “molto seri” utili a individuare possibili margini di progresso. Poco dopo la conclusione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman, Washington ha però annunciato nuove sanzioni contro 15 entità collegate alla cosiddetta flotta ombra iraniana.
Nel corso dei colloqui, Teheran ha ribadito il rifiuto di interrompere l’arricchimento dell’uranio. Si tratta di uno dei punti centrali per Washington, che spinge per un accordo più ampio che includa anche il programma missilistico iraniano e il sostegno ai gruppi armati nella regione. Araghchi ha chiarito che i colloqui riguardano esclusivamente il programma nucleare.
Il ministro iraniano ha inoltre ribadito che l’Iran non accetterà né lo stop all’arricchimento né il trasferimento del programma nucleare all’estero. Allo stesso tempo ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo diplomatico per evitare un possibile scontro militare con gli Stati Uniti.
Araghchi ha definito l’incontro “un buon inizio”, sottolineando un clima definito “molto positivo”. Sul futuro del negoziato restano però incertezze. Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, le delegazioni avrebbero espresso la disponibilità a incontrarsi nuovamente nei prossimi giorni.
Secondo fonti citate dall’emittente israeliana Channel 12, Washington si aspetta che Teheran presenti al prossimo round concessioni “tangibili e significative” sul programma nucleare. La prosecuzione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman dipenderà quindi dalle prossime decisioni politiche delle due capitali, con il ruolo della Casa Bianca destinato a essere determinante.
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(con fonte AdnKronos)
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