Capi Stato e governo Ue impegnati in “discussioni” su Recovery Plan e Mff
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I capi di Stato e di governo dell’Ue sono impegnati dalle 10.25 di ieri in “intense discussioni” sul Recovery Plan e sull’Mff 2021-27, il Quadro finanziario pluriennale dell’Ue, ma “finora non si sono addentrati nei dettagli” ed è “troppo presto per dire quale direzione stanno prendendo i negoziati”. Lo spiegano fonti diplomatiche Ue, mentre nella sede del Consiglio, a Bruxelles, è in corso il summit dei leader, senza che la stampa sia ammessa all’interno, per ragioni di sicurezza sanitaria.
Le discussioni tra i leader si concentrano su tre argomenti: primo, la “governance” dei piani nazionali di ripresa e resilienza, un aspetto che sta particolarmente a cuore al premier olandese Mark Rutte, che stamani ha pubblicamente posto due condizioni fondamentali per arrivare ad un accordo: aumentare i rebates, gli sconti al contributo al bilancio Ue, e assicurare che le riforme vengano fatte.
I capi di Stato e di governo si confrontano anche sulla “dimensione” dell’Mff e sulle “correzioni” al medesimo, nonché sulla “taglia” di Next Generation Eu (Nge) e sul suo “mix costitutivo”, ossia sull’equilibrio tra prestiti e trasferimenti. Sono state prospettate “diverse opzioni per ridurre ulteriormente il tetto delle risorse proprie e i fondi di Nge non legati alla Recovery and Resilience Facility” (Rrf), il cuore del piano di ripresa.
La Danimarca è particolarmente attiva sul fronte della riduzione del tetto delle risorse proprie (il cui innalzamento è necessario a creare l’headroom, il margine che verrà usato come garanzia dalla Commissione per emettere bond e finanziare così Nge) e su quello dei rebates, spiegano le fonti.
La Francia, invece, “ha chiesto che l’Ue ponga fine ai rebates”, sconti che sono nati sulla scia del ‘rebate’ britannico ottenuto da Margaret Thatcher negli anni Ottanta e che non hanno più ragione di esistere, visto che il Regno Unito è uscito dall’Ue. Ventuno Paesi su 27 sono contrari al mantenimento dei rebates, che invece i Frugali vogliono, per evitare di vedere salire in modo sostanziale il loro contributo, che viene calcolato in base del Reddito Nazionale Lordo. Il mantenimento dei rebates fa parte del pacchetto di compromesso proposto da Charles Michel.
L’Olanda, spiegano le fonti, “ha sostenuto la necessità di un nuovo meccanismo di governance” dei piani nazionali, mentre il governo spagnolo e quello italiano hanno risposto con un ritorno alla proposta della Commissione, che prevedeva l’iter della comitatologia o comitology, senza ruoli per il Consiglio. Finora, comunque, “la temperatura nella sala non è salita in modo sostanziale”. Altre fonti riferiscono di uno scontro tra Rutte e Viktor Orban sullo Stato di diritto, ma per ora la voce non trova conferme. “Sembra – concludono le fonti – che i leader stiano conservando le loro energie in vista di domani”.
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