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2 Giugno 2019. Festa della Repubblica di tutti, militari e civili

Il 2 giugno, è bene ricordarlo anche ai militari; se le Forze armate sfilano ai Fori Imperiali ed hanno sempre rappresentato l’Unità nazionale in prima fila insieme alle altre Istituzioni, la cui partecipazione si è allargata nel tempo, non è la Festa delle FFAA che cade il 4 novembre di ogni anno. Questa precisazione sembra banale e perfino inopportuna, in quanto la maggior parte dei cittadini ne sono più che consapevoli, ma a ben guardare appare necessaria, tanto più che proprio per questa occasione diversi alti vertici ex-militari – 4 Generali dell’Aeronautica – sembra lo abbiano dimenticato, scagliandosi contro la Ministra della Difesa e sostenendo il proprio rifiuto di partecipare alla sfilata quasi in segno di rivolta contro la sua gestione di quel delicato Comparto, di cui a suo tempo non solo hanno fatto parte, ma anche con incarichi di Capi militari della Difesa o di Capi dell’Aeronautica. Qualcuno direbbe “che ci azzecca?”: hanno forse sbagliato data e target? Scagliarsi contro la Ministra lagnandosi che non gli aggrada la sua gestione, non si trovano d’accordo con il criterio di “inclusione” di altri nella sfilata, né condividono il concetto di impiego della “dualità” dei militari, del taglio delle pensioni d’oro, della mancata approvazione dei decreti delle missioni fuori area, della gestione dei nuovi programmi (leggasi acquisizione dei velivoli F-35 ed altro) e del presunto scontento fra i ranghi, e chi più ne ha più ne metta… Ma che centra la Ministra della Difesa con la manifestazione della cerimonia della parata, anche se il coordinamento delle attività correlate è compito primario di quel comparto?
Forse molte di quelle lagnanze andrebbero indirizzate al Capo del Governo attuale delle Forze armate, o al limite al Presidente della Repubblica se fatte in quel contesto in quanto è espressione e simbolo della nostra Patria, della nostra Unità Nazionale, e quindi delle nostre FFAA: “che ci azzecca”?
E se, invece, intendevano dimostrare qualcosa contro questo Esecutivo giallo-verde, è davvero fuori luogo e poco ammissibile scagliarsi contro la Ministra, quando – guarda caso e sembra un paradosso – avrebbero potuto manifestare il loro malcontento al Capo di Stato Maggiore della Difesa che veste la loro stessa divisa ed ha poteri assai rilevanti nel supportare e consigliare il Vertice politico per una gestione migliore e di alto profilo. È quanto mai discutibile che si sia costituita una sorta di lobby diretta contro il Ministro che, se in servizio, sarebbe stata pesantemente sanzionata, ma che resta assai opinabile in termini di etica pur trattandosi di personale in pensione: sfruculiare con speculazioni improvvide sfruttando momenti di fibrillazione post-elezioni come l’attuale, appare censurabile e comunque fuori luogo.
Gli argomenti addotti lasciano peraltro alquanto perplessi in quanto non si possono sbandierare gli Alti valori che tipizzano il militare, a prescindere dallo status, e sui quali c’è una piena condivisione di principio poiché insiti nel Giuramento solenne, per farne un uso errato e poco trasparente, tanto più se si intende usarli strumentalmente e surrettiziamente per altri scopi: ciò fa parte della sfera della dignità, della lealtà e dell’onore non negoziabili, mai, neppure per interessi politici di chicchessia, tanto meno da parte di chi ha indossato la divisa con greca e tante stelle.
Una manifestazione fuori luogo se fatta per rifiutare un invito a stare in tribuna durante la sfilata e stringere la mano a coloro che hanno dimostrato scarso interesse per l’efficienza ed il buon nome delle nostre FFAA, per tutti quei motivi elencati poco sopra cui si aggiunge uno che tocca particolarmente gli ex. i cosiddetti Pensionati d’oro per la falcidia subita nei loro emolumenti. E su quest’ultimo aspetto, intendiamoci, sono sostanzialmente d’accordo nel contestare tale “furto” tant’è che questo mese ho versato coattivamente 2400 euro a beneficio di nullafacenti, ma esiste – vivaddio – in uno Stato civile un solo modo per contestare tale iniziativa: quella di avviare una decisa e pesante “class action” per avere ragione di una norma iniqua e fuori da ogni “adempimento” del diritto. Punto!
Ricordiamoci tuttavia che la stura a quel premio di solidarietà, seppure con parametri diversi, è iniziata col governo Berlusconi nel 2011 e proseguito col governo Letta qualche anno più tardi: perché non c’è stata anche allora una rivolta contro il Ministro pro-tempore? E neppure contro l’Esecutivo? Mah!
Io non sono né il Robin Hood, e neppure un Don Chisciotte ed è ben lontana la mia voglia di difesa d’ufficio di chicchessia, ma questa iniziativa “puzza di zolfo” e perciò, pur stando “fuori dal coro” mediatico, bisogna pur tentare di essere obiettivi e onesti senza condividere falsi scopi atti a ottenerne dei vantaggi nel campo politico, di consensi, di bottega o altro.
Il solo pensare alla parata “allargata o inclusiva” mi porta ad un articolo che scrissi parecchi anni fa,  “ La parata… disparata” emblematico di una situazione che, anche allora, mi era parsa troppo allargata e assai criticabile come militare, ma che ripresi subito dopo con un analogo pezzo riconoscendo che certi valori fanno parte e sono – o almeno dovrebbero essere – “costituzionalmente” garantiti per diritto appannaggio di tutti e particolarmente di chi crede nel proprio Stato e nella propria Patria, nelle Istituzioni democratiche, a prescindere dall’appartenenza alle FFAA o meno.
Da qui anche il commento circa “l’inclusione” pare fuori luogo, non solo in quanto è raccomandato in termini di Unità Nazionale dalla nostra Costituzione, ma trovo peregrino contestare l’inclusione dei dipendenti civili della Difesa e di tutti quei poveri ex, dai feriti di guerra agli ammalati per cause belliche o di servizio.
Se poi alcuni, anche nel merito, si peritano di attaccare il Ministro comunque, anche se quella non è la sede adatta, nel suo mantra di perseguire “la dualità” nell’impiego dei mezzi e del personale delle FFAA, vorrei solo rammentare sia ai militari che a qualche politico in preda ad evidenti amnesie che l’impiego di militari in compiti del tutto impropri e anche troppo sbilanciati nei confronti del classico ruolo militare affonda nei Vespri siciliani, poi è proseguito in Strade sicure da diversi lustri e ben altro ancora: perché solo oggi ci ricordiamo della dualità da condannare? Mah!
Non scagliamoci contro la gestione della Difesa, per partito preso, perché è facile condannare vedendo col microscopio la pagliuzza mentre si scantona sulle travi di alcune gestioni pregresse davvero preoccupanti per l’intera Difesa, come l’attuazione di quel Libro Bianco che avrebbe sconvolto l’organizzazione e gli assetti di quel comparto, fra l’altro, con una spinta e iniqua “civilizzazione” anche nei posti di Vertice: perché nessuno si è rivoltato per quello sconvolgimento epocale? C’erano forse interessi politici diversi? O c’erano coinvolgimenti e ritorni diversi?
E quando mai, negli ultimi lustri abbiamo avvertito qualche miglioramento sia nella considerazione della “specificità del militare”, nel riconoscimento di compensi (se non ai Vertici), e neppure nella “Tutela del militare”, del personale con le stellette che è sempre stata negletta: almeno la Trenta sta tentando in qualche modo di farne un pilastro del suo mandato, anche se la situazione – soprattutto economica – del Paese non consentirà di fare molto in tal senso.
La questione puzza di “zolfo” da più parti; è stata propalata sui media in modo inconsueto e senza i necessari approfondimenti, inscenando – a mio avviso – un problema fuori luogo, fuori contesto e credo fuori da ogni pregio e merito di sorta nel rifiutare quell’invito alla parata.
Credo invece che tutto ciò sia dovuto ad una sorta di alzata di scudi contro la Ministra per la scelta sull’acquisizione degli F-35, di cui il secondo STOVL è stato assegnato alla Marina, contro le intempestive decisioni del Capo della Difesa che già l’aveva assegnato all’Aeronautica ma anche per alcune altre questioni in cui, assai giustamente, la Ministra Elisabetta Trenta ha deciso di testa sua.
Fra l’altro la Trenta ha avviato, nell’ambito della tutela di cui sopra, la revisione ad esempio delle Commissioni di Avanzamento che dal 1997 hanno fatto e fanno tuttora – a detta di tutti – tanti guai e iniquità nelle promozioni: azioni, decisioni ed iniziative che, pur doverose, equilibrate e condivisibili, per diverse ragioni non hanno evidentemente soddisfatto lo staff del Vertice militare.
La presa di posizione di quei 4 è incomprensibile quanto maldestra, ma ognuno è padrone e responsabile delle proprie azioni e pensieri, anche se balzani come quelli in specie; d’altra parte 2 o 3 su 4 si sono buttati nel tempo in politica, chi a sinistra col PD, o simili, chi a destra graziato da Berlusconi; quindi richiamando Andreotti “che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, viene da pensare che il motivo di fondo non sia la parata, ma l’attacco alla Ministra sottenda una ragione politica di farla fuori per delle aspirazioni di bottega da un lato, affinché subentri un Ministro più allineato con le esigenze di certa Componente di FA, e dall’altro per dare una spallata a questo Esecutivo, almeno parziale, sposando le voci di una suo possibile avvicendamento. Se così fosse, il rifiuto di quei “quattro” portato avanti rappresentando questioni ideologiche e valoriali, nonché di particolare preoccupazione per l’efficienza ed il prestigio della Difesa, sarebbero assai censurabili sia perché fuori contesto della Festa della Repubblica, sia in quanto strumentali ed artatamente finalizzate a mettere in cattiva luce questo Ministro, addossandole colpe surrettizie e senza ragione, con la speranza che subentri qualcuno più pro-Arma Azzurra: una manovra politica contro l’attuale Vertice politico della Difesa che, forse, sta tentando di tenere la bilancia pari, il timone diritto, spesso anche nei confronti di attacchi “endo-governativi” ad esempio a tutela delle Navi della Marina che si trovano coinvolte in attività di soccorso correlate alla migrazione africana, altresì senza sposare ad occhi bendati le tesi spesso partigiane portate avanti da una sola Componente. Un rifiuto sciocco per una protesta del piffero! Ma andiamo avanti e guardiamo più in alto.
La Patria con la sua Difesa e tutto il popolo celebrano oggi la Festa della Repubblica ed io partecipo doppiamente in quanto sono nato con la Costituzione repubblicana del 1946 e per oltre 43 anni ho servito la collettività in Uniforme, ma non mi sono mai sognato di rifiutare un invito sia in servizio permanente che in pensione, né farne oggetto di scarno strumentale verso chicchessia: è una questione di dignità, di lealtà e di onore, ma credo anche di stile che la Marina insegna. “Una volta Marinaio… Marinaio per sempre”!

BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA A TUTTI GLI ITALIANI, PERCHE’ SIA LA LORO FESTA INDISTINTAMENTE!

 

Giuseppe Lertora

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