Trump congela attacco all’Iran e punta sui negoziati
Il presidente Usa sospende l’ipotesi di raid contro l’Iran in attesa del nuovo round di negoziati a Ginevra. Resta però sul tavolo la possibilità di un’azione militare in caso di fallimento
Donald Trump congela attacco contro l’Iran e prende tempo. La Casa Bianca resta in attesa di sviluppi concreti dal nuovo round di negoziati con Teheran, annunciati dal mediatore dell’Oman e previsti a Ginevra giovedì prossimo.
I colloqui sarebbero subordinati a una condizione precisa: la consegna, entro 48 ore, di una bozza di proposta agli inviati americani. Solo in presenza di un testo formale, Washington sarebbe pronta ad avviare negoziati dettagliati sul programma nucleare iraniano.
Il monito di Teheran
Dal fronte iraniano arriva un avvertimento netto. Il ministro degli Esteri ha dichiarato che un eventuale attacco statunitense sarebbe considerato un atto di aggressione. “Se attaccano, ci difenderemo. Colpiremo le loro basi”, è il messaggio indirizzato a Washington.
Teheran lascia comunque intendere che esistono “buone possibilità” di una soluzione negoziale, mantenendo aperto il canale diplomatico.
Lo scenario secondo il New York Times
Secondo quanto riportato dal The New York Times, che cita fonti informate sui colloqui interni all’amministrazione, Trump avrebbe detto ai suoi consiglieri che, se la diplomazia o un iniziale attacco mirato non dovessero indurre l’Iran a rinunciare al programma nucleare, prenderà in considerazione un’operazione molto più ampia nei prossimi mesi.
Il presidente avrebbe già discusso possibili piani nella Situation Room della Casa Bianca. Tra gli obiettivi valutati figurerebbero il quartier generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i siti nucleari e il programma missilistico balistico.
Tuttavia, al momento, Trump congela attacco e privilegia la leva diplomatica, nel tentativo di evitare un conflitto militare diretto.
La condizione americana per Ginevra
A riferire della richiesta statunitense di una bozza preliminare è anche Axios, che cita un alto funzionario americano. Secondo la fonte, l’inviato Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbero pronti alla missione a Ginevra solo dopo la ricezione del documento iraniano.
L’amministrazione non esclude la possibilità di un accordo provvisorio, da trasformare successivamente in un’intesa completa sul nucleare.
Opzione militare non del tutto esclusa
Pur avendo congelato l’ipotesi immediata di un raid, la Casa Bianca mantiene aperta la possibilità di un intervento entro la fine dell’anno qualora i negoziati non producano risultati concreti.
Per ora, però, la linea ufficiale resta quella dell’attesa: Trump congela attacco e osserva l’esito del tavolo negoziale, lasciando che sia la diplomazia a giocare la prima carta.
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(con fonte AdnKronos)
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