Caso test del carrello Pam Siena: Fabio Giomi non torna al lavoro ma accetta indennità
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Il cassiere 62enne, reintegrato dal Tribunale di Siena dopo il licenziamento, sceglie l’indennità prevista dall’articolo 18 e chiude il rapporto con l’azienda
Fabio Giomi non tornerà dietro la cassa del supermercato Pam di Siena. Il cassiere 62enne, protagonista del test del carrello, ha deciso di chiudere definitivamente il rapporto di lavoro dopo essere stato licenziato e successivamente reintegrato dal Tribunale di Siena, che ha giudicato il provvedimento illegittimo e discriminatorio.
Il richiamo in servizio era arrivato il 31 dicembre, due giorni dopo la sentenza del 29 dicembre, ma Giomi ha scelto di avvalersi dell’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, pari a 15 mensilità, rifiutando il rientro in azienda. Alla base della decisione, il timore di un clima lavorativo potenzialmente ostile.
«Negli ultimi due mesi Fabio Giomi ha subito una pressione mediatica e personale enorme, che lo ha messo a dura prova», ha spiegato Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil di Siena. «Ha ritenuto che tornare in quel contesto non fosse la scelta migliore e ha preferito l’indennità risarcitoria e un periodo di riposo». Secondo quanto riferito, Giomi starebbe valutando alcune proposte di lavoro ricevute nelle ultime settimane.
Per il sindacato, la vicenda del test del carrello rappresenta comunque un risultato importante. «La sentenza certifica che il metodo adottato da Pam non può diventare una prassi nella grande distribuzione», ha sottolineato Di Gioia. «È una vittoria significativa per tutti i lavoratori del settore».
Giomi ha spiegato di aver portato avanti il ricorso non solo per sé, ma anche per i colleghi. «Ho voluto difendere un principio di giustizia, per evitare che pratiche punitive simili potessero essere utilizzate contro altri», ha dichiarato a La Nazione. Il cassiere, che lavorava al Pam da quasi quindici anni, ha rifiutato anche soluzioni intermedie proposte dall’azienda, come una sospensione disciplinare di dieci giorni, scegliendo di chiudere definitivamente il rapporto di lavoro.
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(con fonte AdnKronos)
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