Educazione finanziaria, a che punto sono gli italiani

Si parla sempre più spesso di educazione finanziaria e di quello che gli italiani sanno e pensano della materia.
A tal proposito viene in aiuto una interessante ricerca portata avanti dal Museo del Risparmio che ha avuto come obiettivo quello di andare a verificare il livello di conoscenza finanziaria degli italiani.
Lo diciamo subito: il risultato non è dei migliori, ma è interessante scoprire sia di cosa si tratta che quelle che sono le cause della scarsa conoscenza finanziaria degli italiani.
Prendere una decisione finanziaria richiede una certa conoscenza di alcuni concetti base. Se ne sente parlare spesso, eppure non tutti gli italiani sanno di cosa si tratta quando si usa il termine diversificazione degli investimenti o tasso d’interesse semplice. Si tratta di concetti basilari, ma non per tutti a quanto è emerso da questa ricerca.
Il risultato, a dire il vero, non stupisce. Già nel 2020 il nostro Paese si era piazzato alla 25esima posizione (su 26 totali) in una ricerca sull’educazione finanziaria condotta dalla Banca d’Italia. La nuova ricerca ha solo confermato quanto già messo in evidenza.
La platea presa in considerazione è di 2500 persone tra i 18 e i 74 anni che sono state intervistate per capire quello che è il livello di educazione finanziaria. Il questionario che è stato sottoposto prevedeva delle domande di varia natura, tra cui un test di autovalutazione delle competenze economiche, digitali e matematiche. Sono state poste, quindi, delle domande su tasso di interesse semplice, diversificazione, tasso di inflazione e tasso di interesse composto. Il tutto è stato finalizzato a capire il livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani.
Cosa dicono i risultati? Iniziamo con il dire che il modo in cui viene posta la domanda incide sulla risposta e ci sono delle differenze generazionali. Nonostante il risultato non incoraggiante è importante registrare, comunque, un miglioramento a livello di singole risposte soprattutto per quel che concerne donne e giovani. Tuttavia, il livello di alfabetizzazione rimane basso e si attesta attorno al 30% che può salire al 37% in base alla formulazione delle domande.
L’educazione finanziaria, tuttavia, è sempre più importante per capire ad esempio di più sugli investimenti. Per questo motivo, risorse editoriali come la guida completa di Affari Miei su dove investire sono uno strumento utile per chi vuole capirne di più e sente di aver bisogno di una infarinatura di cultura finanziaria necessaria per prendere le migliori decisioni possibili.
(AS)
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