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Save the Children-Ferrero, insieme per dare un futuro ai bambini

Roma, 24 mar. – (Adnkronos)

Contro diseguaglianze e povertà, e per costruire un mondo migliore per i bambini, “la collaborazione tra il mondo profit e non profit è molto importante. Tutti oggi parliamo degli Obiettivi del millennio, gli Sdgs, e l’Sdgs numero 17 parla proprio di partnership pubblico-privato-società civile, elemento importantissimo sul quale spingere perché, soprattutto in un mondo sconvolto dal Covid che ha fatto arretrare tutti gli obiettivi che ci eravamo posti e aumentare i tassi di povertà, e che è stato un enorme acceleratore di diseguaglianza, bisogna creare alleanze forti che mettano a fattor comune competenze diverse di attori diversi e questo secondo me è un buon esempio”. Così all’AdnKronos Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, sull’annuncio di oggi del rinnovo della partnership strategica con Ferrero attraverso un progetto da 8 milioni di euro e della durata di 5 anni, per aumentare e rafforzare ulteriormente le attività di protezione dei bambini.


L’intervento prevede il coinvolgimento di 37.000 beneficiari diretti e un totale di 90.000 persone tra bambini e adulti che saranno raggiunti da attività di sensibilizzazione. Si tratta di una grande azione che si inserisce nel più ampio impegno promosso dalle Nazioni Unite nell’Anno Internazionale per l’Eliminazione del Lavoro Minorile (UN’s International Year for the Elimination of Child Labour). Partnership iniziata con il programma triennale lanciato nel 2017-2020 in 20 comunità in Costa d’Avorio.

Lavoriamo con Ferrero in Costa d’Avorio in particolare e anche in Ghana dove esiste ancora una necessità di supportare i bambini e gli adolescenti nell’avere accesso a un futuro dignitoso, attraverso un processo di educazione e, poi, di ricerca di un lavoro che possa soddisfare le loro aspirazioni – spiega Fatarella – In zone in cui il lavoro minorile è ancora fortemente presente, spesso i bambini sono invece costretti a lavorare invece di studiare e crearsi altre opportunità”.

“Questo è il contesto in cui operiamo – aggiunge la direttrice generale di Save the Children – un contesto in cui c’è un tasso di povertà ancora molto alto e dove è necessario un intervento, nelle comunità, che sia olistico, cioè non basato solamente sull’individuare quei bambini che possono essere oggetto di lavoro minorile ma che, all’interno di una comunità, possa dare vita a una serie di servizi a partire dal garantire l’educazione, rafforzare la competenza delle donne e i sistemi che possono integrarsi affinché i bambini abbiano un futuro migliore”.

Save the Children ha iniziato a lavorare con Ferrero in Costa d’Avorio circa 3 anni fa con un progetto pilota dall’approccio integrato, all’interno di circa 25 comunità, “con risultati molto positivi soprattutto per quello che riguarda la possibilità per i bambini di frequentare la scuola e costruirsi alternative per il futuro e un miglioramento delle condizioni di vita per le comunità – spiega la direttrice generale di Save the Children Italia – A fronte di questo percorso si è deciso di rafforzare e rinnovare questa partnership per i prossimi 5 anni con l’obiettivo di estendere i progetti a un numero maggiore di comunità e di coinvolgere i fornitori locali in modo che possano rispettare tutta una serie di attenzioni e precauzioni per quanto riguarda l’annullamento del lavoro minorile nelle piantagioni di cacao”.

Ma il primo elemento in assoluto, resta l’educazione. “I bambini devono andare a scuola – sottolinea Fatarella – e ci vuole una grande forza nel sensibilizzare le comunità rispetto alle alternative per bambini e adolescenti sulle alternative lavorative. E’ l’unica azione che può funzionare: se non si creano delle alternative, nel momento in cui un bambino viene tolto da una situazione rischiosa di lavoro, c’è un’altissima percentuale che questo riaccada. E’ necessario assolutamente creare un percorso alternativo. La scuola lo è, è il ‘salvavita’ sotto più aspetti: è salvavita perché permette di imparare a leggere e scrivere, capire quali sono i propri diritti e anche, banalmente, perché permette di avere un pasto nutriente al giorno. Contemporaneamente vanno sensibilizzate le comunità degli adulti rispetto a quello che può essere l’alternativa per il bambino. Per questo ci vuole un approccio integrato all’interno delle comunità”.

Oggetto della rinnovata partnership tra Ferrero e Save the Children, dunque, il progetto cofinanziato per 8 milioni di euro della durata di cinque anni. La nuova fase della partnership permetterà di raggiungere 65 nuove comunità nella regione ivoriana di Haut-Sassandra, dove Ferrero acquista una quantità significativa di cacao. Il programma, con una metodologia olistica, rafforzerà i sistemi di protezione dell’infanzia, aumenterà l’accesso all’istruzione e alla nutrizione di qualità, sosterrà lo sviluppo dell’intera comunità e l’empowerment di donne e adolescenti.

Ferrero e Save the Children lavoreranno in stretto coordinamento con le istituzioni nazionali e locali e con altre iniziative del settore per creare sinergie dove possibile e massimizzare l’impatto. Una nuova dimensione della partnership prevede che Save the Children fornisca una guida strategica e un supporto tecnico a Ferrero e ai propri fornitori, per assicurare un approccio armonico volto alla protezione dell’infanzia in tutta la catena di approvvigionamento di Ferrero in Costa d’Avorio e Ghana.

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