Trump avvia nuovi colloqui sul nucleare iraniano, cresce la diffidenza di Teheran
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Gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare nel Golfo mentre delegati americani e iraniani preparano i negoziati previsti a Istanbul o in Oman. L’abbattimento di un drone iraniano nel Mar Arabico aumenta la tensione
Per la terza volta da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump tenta un approccio diplomatico sul nucleare con l’Iran. I colloqui, previsti venerdì a Istanbul o in Oman su richiesta di Teheran, vedono coinvolti delegati statunitensi come Steve Witkoff e Jared Kushner e i rappresentanti iraniani, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La Guida Suprema Ali Khamenei dovrà decidere se aprirsi a un compromesso o rischiare una nuova escalation con gli Stati Uniti.
Il contesto resta però caratterizzato da diffidenza: Trump in passato ha già abbandonato i negoziati, passando all’uso della forza, e molti funzionari americani dubitano che l’Iran accetti le condizioni poste dalla Casa Bianca. Nel frattempo, Washington ha rafforzato la presenza militare nel Golfo, creando una minaccia credibile di intervento armato.
Gli Stati Uniti sottolineano che la missione diplomatica non è una copertura per azioni militari, ma la presenza di mezzi pronti all’uso riflette il potenziale ricorso alla forza in caso di necessità. Tre settimane fa Trump era vicino all’autorizzazione di nuovi raid, poi sospesi. Funzionari americani confermano che al momento il presidente non percepisce le attività nucleari iraniane come una minaccia immediata.
Da parte sua, l’Iran ha indicato la disponibilità a fermare o sospendere temporaneamente il programma nucleare, pur rifiutando di trasferire all’estero le scorte di uranio arricchito. Ali Shamkhani, consigliere della Guida Suprema, ha ribadito che i negoziati devono concentrarsi sul dossier nucleare, senza pressioni o richieste irragionevoli, e saranno preceduti da trattative indirette.
Un primo elemento di tensione è arrivato nelle scorse ore: l’esercito Usa ha abbattuto un drone iraniano Shahed-139 nel Mar Arabico, che si stava avvicinando alla portaerei Abraham Lincoln. La Casa Bianca ha confermato l’azione, definendola appropriata, ma ha precisato che i colloqui con l’Iran continueranno come previsto.
La posta in gioco rimane alta: Trump si confronta con un Iran indebolito dalle proteste interne, mentre la strategia statunitense combina pressione diplomatica e capacità militare nel tentativo di evitare una nuova escalation in Medio Oriente.
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(con fonte AdnKronos)
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